Ecodesigner
11 nov 2010Inserito in in: Ecodesigner 0
Design Apparat, rigore e qualità
made in Bulgaria (ma con design italiano)

Il sofa Bansko Boo

Il rigore del design sovietico, dalle pure forme razionaliste, non esiste più là dove ha imperato, e imperversato, per quattro decenni. Almeno, non va per la maggiore, evocatore di un periodo che si cerca e si vuole, tutto sommato senza troppo nasconderlo, dimenticare. E allora la scommessa di Mirko Tattatini e del suo studio, Lagos, è la creazione di una linea, Design Apparat, appunto, che, pur senza rifare alcunché, recupera la lezione estetica e formale del design di regime con piglio contemporaneo.


Progettazione italiana e produzione bulgara, grazie a una collaborazione nata dall’apertura di una filiale di Lagos a Sofia. Gli imprenditori bulgari hanno sottoscritto con entusiasmo la proposta di realizzare i mobili in loco con un’attenzione, inedita, per la sostenibilità della produzione, che si traduce in filiera corta, con approvigionameto di materie prime in un raggio non superiore ai 200 chilometri -con l’unica eccezione dei tessuti degli imbottiti, che provengono da Italia e Spagna- e qualità. Il risultato si misura in durabilità dei mobili in multistrato di noce e resine cementizie, e recupero delle lavorazioni artigiane tradizionali, come è ad esempio per i tappeti Tcherga, che richiedono maestranze specializzate. Massima resa qualitativa con l’obiettivo della democraticità nel prezzo finale.


Il mobile contenitore Mara e il tavolo Druzhba

Un’operazione di recupero, della memoria e di un’immaginario che ha marcato un passato ancora molto presente, e visibile sul territorio, riscattando la povertà dei materiali, vero tallone d’Achille negli anni del comunismo, per riportare valore in un gusto formale apprezzato anche dal pubblico occidentale. Così, il circuito distributivo si allarga a comprendere Germania e Austria, oltre che la Bulgaria, mentre per l’Italia è affidato, per il momento, al portale di e-commerce Owo.
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