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24 nov 2010Inserito in in: Ecodesigner 0
Franco Bevilacqua,
trent’anni ad ascoltare il legno

La poltrona Aracnide

“Bisogna fare quel che ci appassiona perché, comunque andrà, non si potranno avere rimorsi”. E lui ha fatto proprio così. Ha fatto mille cose, una dietro l’altra e anche tutte insieme, finché il vortice di quel che andava sperimentando, e provando, o soltanto immaginando, è decantato e non è rimasto che quel che contava, l’unica cosa di cui non si sarebbe rammaricato, dove spingevano l’istinto e la passione. Una volta trovata, ha lasciato la scuola e la sua cattedra di inglese per aprire una falegnameria. Era il 1982. Nei cinque anni precedenti, veramente, si era già sperimentato sul campo, dilettandosi a costruire, per sé e per gli amici, mobili fatti di listelli di legno inchiodati insieme, ispirati a un libretto di Enzo Mari che suggeriva un metodo di semplicità e grazia geniali per assemblarli.

Lui è Franco Bevilacqua e ridurre quel che fa alla falegnameria è riduttivo, oltre che impreciso. Franco è anche scultore e intagliatore, e si diverte a combinare le essenze preziose per fare oggetti ispirati a metà tra lo scherzo e l’arte. Anche quando fa soltanto – per dir così – il falegname, con il legno fa quello che i poeti fanno con le parole, ne tira fuori l’essenza con un lavoro paziente e amorevole in cui i gesti della professione, levigare, martellare, piallare, segare, danno forma a oggetti essenziali e densi.

Dell’insegnante conserva l’entusiasmo di raccontare, spiegando come sceglie i suoi legni, comuni e rari, per comporre mobili su misura o oggetti d’arte, dove, però, la funzione resta ben riconoscibile. Così, per i mobili di uso comune, i legni sono europei come faggio, acero, rovere, persino l’”obsoleto” platano, provenienti da foreste certificate e le finiture verdi, a cera d’api o olio di lino. Per i pezzi unici, e preziosi, “mobili d’arte scolpiti con una sgorbia a sagomare forme”, evita i legni africani poiché vengono trattati con sostanze nocive per conservarli, e sceglie legni come il bois de rose, brasiliano, essenza dalle splendide tonalità rosate.

Il letto Barca a secco


La prima linea di mobili ecologici, assemblati a incastro e smontabili, è stata premiata e il letto Barca a secco è stato premiato nel 2002 come miglior ecoprodotto della Lombardia. In collaborazione con Legambiente, ha realizzato i prototipi Metamorfosi1 e Metamorfosi2, mobili multifunzioni o, con un tocco di genio, trasformabili. Una libreria-armadio che diventa letto o un mobile unico, che contiene armadio, libreria letto e scrivania. Il “mobile unico” di Franco Bevilacqua è come il piatto unico, altrettanto appagante e ricco. O forse unici sono tutti, i pezzi di Franco Bevilacqua, che non si pente della scelta (e nemmeno noi).

www.falegnameriaecologicabevilacqua.it

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