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12 nov 2010Inserito in in: Ecodesigner 0
Grasshopper,
un po’ tagliaerba un po’ giocattolo

Il tagliaerba a pedali Grasshopper

Tagliare l’erba e tenersi in forma. Grazie a Grasshopper, il trattorino rasa-erba di Emanuele Magini, giovane design aretino – presente nel 2003 all’undicesima Biennale giovani Artisti del Mediterraneo di Atene, studi alla Bezalel Academy di Gerusalemme e al Politecnico di Milano, primo premio nel 2009 al concorso Promosedia International Design Competition con il progetto Simple – un perfetto prato all’inglese farà bruciare calorie invece che benzina, evitando emissioni inquinanti e migliorando la salubrità della vita ourdoor.

Premiato all’edizione 2010 di Expocasa, tra le migliori idee BeEco, Grasshopper funziona a pedali e la sua forma ludica strizza l’occhio alla nostra infanzia, di quando si andava sulle macchinine a pedali. Non solo non inquina, ma permette l’uso anche in situazioni ‘estreme’, liberi da cavi elettrici e maleodoranti taniche di carburante. “Non si creda che sia solo per gli sportivi, però! Durante le fiere mi è capitato che qualche signore mi chiedesse, preoccupato, se può farcela, e io lo rassicuro. L’ho immaginato pensando a mio padre, che era un patito della rasatura nel nostro giardino e che ci passava così tanto tempo”. Chissà se avesse dovuto pedalare, quanto gli avrebbe fatto bene!

Il tagliaerba a pedali Grasshopper

Prototipo premiato, Grasshopper non ha, però, ancora un produttore: “Purtroppo, non si può realizzare artigianalmente perché la scocca, che in materiale plastico, richiede macchinari industriali”. Così ci auguriamo che entri presto sul mercato perché, dietro, c’è un concetto di sostenibilità allargato, come qualcosa che utilizza la quantità minima di risorse, tanto materia quanto energia. “Sostenibile è un modo di vivere”, spiega Magini: “Non eccedere, evitando gli sprechi. E il design può fare molto per sintonizzarsi su un ideale così”.

www.emanuelemagini.it

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