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11 nov 2010Inserito in in: Ecodesigner 0
Il Design Aperto di Ronen Kadushin

Ronen Kadushin nel suo atelier


Semplici, senza sforzo, umoristici. Così Ronen Kadushin, israeliano, classe 1964, definisce i suoi pezzi. In più, sono liberi. Ovvero i file Cad che li hanno disegnati sono a disposizione di chiunque e possono essere scaricati, copiati, modificati e prodotti da chiunque, con licenza Creative Commons. L’Open Design è la fissa di Kadushin dai tempi dell’università e il suo progetto di laurea, il suo “personale sforzo di chiudere uno iato creativo tra il prodotto di design e gli altri settori (musica, grafica, animazione, fotografia) che hanno trovato la loro elaborazione creativa in sintonia con le realtà dell’information technology e dell’economia”.

Così, la collezione di lampade e arredo Open Design gioca, nelle sue parole, “un doppio ruolo”. Esprimere il suo stile, di cui si è detto, e “offrire al designer un percorso alternativo ai prodotti di consumo, rilevante soprattutto in tempi di crisi. L’Open Design è in armonia con una tendenza culturale essenziale, che va verso un’informazione più libera, collaborazioni realizzate attraverso la Rete e metodi open-source. E incoraggia cambiamento, modifica, ridistribuzione e il contatto diretto con il designer. Io chiedo soltanto ai produttori di condividere i guadagni che derivano dall’utilizzo commerciale. Questo significa che, senza investire in mezzi, si può produrre design in modo indipendente”.

Kadushin considera il processo creativo che lo porta a progettare oggetti come divertimento che libera la mente. Allo stesso modo, l’Open Design resta in questo solco ideale, a causa della bassa impronta ecologica e per ciò che rappresenta, ovvero l’uso che si fa degli oggetti stessi.

Basta dare un’occhiata ai suoi pezzi per convincersi che non c’è retorica nelle parole di Ronen Kadushin. Progettati all’insegna dell’economia della leggerezza, gli oggetti di Kadushin sono all’intersezione di valori di semplicità e humour. La collezione Oneliners è una serie di sedute in gomma che possono essere prodotte senza passaggi intermedi tra disegno e taglio: il file Cad può passare direttamente dal computer del progettista al cervello della macchina taglia-gomma, senza ulteriori passaggi a valle di finitura o assemblaggio. Un solo tratto a disegnare la seduta morbida sullo schermo dove il passaggio alla realizzazione è l’aggiunta dello spessore.

La lampada da tavolo Ananda


Stesso passaggio dalla bi- alla tri-dimensionalità, nella collezione Thinology il foglio di acciaio, ritagliato meccanicamente, viene piegato a mano al punto di massima tensione per creare un oggetto tridimensionale che diventa tavolo o portafrutta con la stessa felice levità.

www.ronen-kadushin.com

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