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24 nov 2010Inserito in in: Ecodesigner 0
Lo zoo di legno di Gigi Barba

Il letto Aragosta


Un sogno eco-poetico, nato 12 anni fa. Ecco Squalo, il divano letto costruito interamente a incastri e senza l’uso di chiodi o viti, Ippopotamo, la cassettiera in multistrato ipersottile e smontabile, Lucciola, l’applique orientabile, Rana, la sedia a scomparsa che pesa meno di tre chili, Civetta, la libreria-lampada-vetrina, Oca, la poltrona in multistrato con futon, Coccodrillo, libreria da appendere. E tanti altri ce ne sono nello zoo di Gigi Barba, designer artigiano, salentino, una lunga parentesi professionale a Milano, tra il 1984 e il 2001, dove ha perfezionato la tecnica del restauro ligneo e apre uno studio con un amico restauratore prima di tornare nella sua terra.

Quella di Barba è una falegnameria sempre tesa alla realizzazione del “pezzo unico”, dell’oggetto dove la funzionalità parte della ricerca estetica, non solo perché guida la scelta dei legni e l’accostamento di materiali a contrasto ma, di più, per un’attenzione all’ingegneria della produzione che sfocia nell’invenzione di strumenti di lavoro ad hoc. Il bagaglio di Gigi Barba è stato messo, dunque, a disposizione di altri progettisti che, grazie al suo estro tecnico, hanno risolto le empasse produttive di pezzi difficili, ai limiti del possibile costruttivo e statico.

Realizzati con materiali naturali e tecnologie a basso impatto, sono progettati per durare e far star bene: ecco, dunque, la scelta del legno che assorbe l’eccesso di umidità nell’aria per restituirla quando è secca, con indubbi benefici sulla salute. In più, i mobili con finiture naturali – ovvero utilizzando colle naturali o a basso contenuto di formaldeide e oli naturali, di lino o agrumi, cera d’api, gomma lacca, pigmenti colorati – non registrano alcuna carica elettrostatica. Allo stesso modo, sono assenti le parti metalliche, che convoglierebbero onde elettromagnetiche, dannose per il sistema immunitario. Il legname proviene poi da foreste certificate, privilegiando i legni europei, con un solo sconfinamento eccellente: il bambù.

Dal punto di vista botanico, è un’erba pur rivelando caratteristiche costruttive straordinarie: altissima resistenza alla trazione e alla compressione (doppia rispetto al cemento) e un grado di durezza pari a quello dell’acciaio. Ideale nell’impiego in strutture portanti, si trova oggi in pannelli, tranciati e impiallacciature oltre che nell’arredamento d’interni dove è ottimo come parquet o negli infissi, per la resistenza all’usura e agli attacchi dei parassiti.

Ancora, utilizzare bambù, che, crescendo spontaneamente, è una risorsa rinnovabile inesauribile, è una scelta responsabile nei confronti i Paesi spesso depauperati della risorsa lignea in virtù di politiche di taglio scriteriate.

La sedia Rana


Premiato nel 2000 dal Beaubourg come uno dei dieci designer europei distintisi per le loro realizzazioni con il letto Canoa, da allora ha spinto anche di più l’acceleratore sulla ricerca in bioarchitettura, ristrutturando abitazioni d’epoca con attenzione conservativa, dedicandosi alla realizzazione su misura e arricchendo il suo zoo fantastico di nuovi, sognanti pezzi.

www.gigibarba.com

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