Ecologia&Sostenibilità
29 nov 2010Inserito in in: Ecologia&Sostenibilità 0
Riva 1920. Il legno come non l’avete ancora visto

 

Le Briccole di Venezia

Fin troppo facile fare mobili a Cantù, un cliché piuttosto scontato. Meno semplice arrivare alla quarta generazione, indenni e, anzi, saldamente radicati. Riva 1920 compie novant’anni e li celebra inaugurando, il prossimo 2 dicembre, il nuovo showroom che ospita il Museo del Legno, in via Milano 110. Un palazzetto rivestito di legno, naturalmente, materiale su cui in azienda si è saggiato, esplorato, fatto ricerca, esprimendone il potenziale come poche altre del settore. L’innovazione e la propulsione verso l’inesplorato e l’inedito sono senz’altro esplose negli ultimi vent’anni, quando Maurizio, terza generazione alla guida di Riva, ha impresso la svolta che ha più che decuplicato i dipendenti, passati da tre a 80, e proporzionalmente – crediamo – il fatturato. Per decenni, infatti, pur sviluppando strumenti e lavorazioni d’avanguardia, l’azienda si è limitata a una produzione di mobili su misura, senz’altro di alta qualità e destinati quasi esclusivamente al mercato estero.

Il confronto è impressionante. Oggi Riva 1920 ha 460 rivenditori nel mondo. Da Cantù a Singapore, vien da chiosare. Dall’estero viene ancora il 75% del fatturato, ma il 25% fatto in Italia cresce a ritmo incalzante – era il 3% soltanto tre anni fa. Sono stati coinvolti i designer ed è iniziata la ricerca sui legni. La notorietà crescente di Riva 1920 viene da produzioni ai limiti della vertigine. Sono stati recuperati legni fossili, datati 50mila anni or sono, i kauri, di dimensioni gigantesche, trasformati in tavoli imponenti, lunghi 15 metri, da Mario Botta o Renzo Piano. Sono state consegnate le briccole di Venezia, ovvero i pali o gruppi di pali piantati nella laguna, sporgenti dall’acqua per indicare alle navi le rotte e fungere da ormeggio, alla creatività di Philippe Starck, Matteo Thun, Karim Rashid, Antonio Citterio, Terry Dwan, Angela Missoni e moltissimi altri per diventare tavoli, consolle, sgabelli, che recano traccia di secoli di storia lagunare. Una prospettiva inedita su Venezia, senz’altro piena di fascino.

Slice of Briccole di Philippe Starck


Le collezioni di Riva1920 sono altre ancora, naturalmente, così come tanti altri sono i nomi, da Paola Navone a Michele De Lucchi, da Aldo Cibic a Pininfarina, che hanno creato pezzi più convenzionali, per dire così, in massello e multistrato che, sulla scorta dell’attenzione alla sostenibilità, vengono da foreste dal taglio controllato. Mobili naturali, grazie all’impiego di colle senza formaldeide o altri solventi nocivi, senza vernici sintetiche e con finiture a olii e cere naturali. Ancora, sul fronte della responsabilità sociale, l’azienda si dice attenta a risparmio energetico, fonti di energia rinnovabili, controllo delle emissioni, contenimento degli scarti di produzione, ecosostenibilità degli imballaggi e corretto smaltimento dei rifiuti.
Vivere naturale”, dunque, a doppio binario: da un lato, produrre benessere, dall’altro, preservare l’ambiente che, come ha detto qualcuno saggiamente, ci è stato dato dai nostri padri ma prestato dai nostri figli.

www.riva1920.it

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