Ecodesigner
25 mar 2011Inserito in in: Ecodesigner 0
Design danese, produzione (artigiana) indiana e marketing statunitense.
La perfetta ricetta di Mater Design

Mobile contenitore della serie Gymnasium, edizione Old Sports Floor

La formula è rodata e ne abbiamo raccontato qui gli omologhi nostrani (si pensi a WhoMade o Totem): progetti di cooperazione internazionale che valorizzano tecniche artigiane, tradizionali e di altissimo livello, per dare vita a oggetti di design attuale e – tratto piuttosto comune e segno dei tempi, forse – sobrio e essenziale. Il progetto di Mater Design, dunque, unisce ben tre continenti: la sede è nel cuore degli Stati Uniti, a Denver, con una succursale a Copenaghen, base dell’ufficio design, e una costellazione di comunità di artigiani in Cina, India e Taiwan. Collante, l’aspirazione a un design con forti contenuti sociali, etici e ambientali, concetti che ritornano con insistenza nelle parole del fondatore, Henrik Marstrand, e del suo direttore creativo, Thomas Lykke.

Sostenibilità è, innanzitutto, scelta di materiali naturali, “provenienti da Madre Terra”, spiega Marstrand, pur se “la definizione di materiale sostenibile non è semplice. Noi ci lavoriamo da differenti angolazioni. Utilizziamo materiale riciclato – nella serie di mobili contenitori Gymnasium, ad esempio, o come componente di sgabelli e tavoli d’appoggio – ma, al tempo stesso, sosteniamo tradizioni artigiane condannate all’estinzione, con ciò unendo al materiale tecniche di produzione sostenibili. Penso, ad esempio, alla varietà delle produzioni degli artigiani di Jaipur, India, che collaborano con noi e impiegano materiali, come il legno di mango, altrimenti destinato alla distruzione, e che trova una splendida applicazione nel nuovo tavolo contenitore, il sistema di scaffalature o la serie dei vassoi equi (per approfondire, vedi www.susbizindia.org). Il nostro è un design verde, dunque, ma anche socialmente responsabile”.

Una struttura snella, sei persone, quattro a Copenhagen e due a Denver più una persona impegnata a supervisionare la produzione, in questo momento, localizzata nella sola India. La tensione a crescere, d’altra parte, “non è solo motivata dalla volontà di un successo globale del marchio, ma anche dalla possibilità di incidere a livello delle comunità locali nei Paesi partner in Oriente. Più rivenditori avremo, più lavoro ci sarà per i nostri artigiani!”, spiega Marstrand. Una risorsa preziosa, gli artigiani, se è vero che spesso si deve a loro la soluzione dei problemi strutturali e funzionali legati al passaggio dall’idea alla sua realizzazione. “Sono loro a suggerire strategie per assicurare una più alta qualità, elemento che li coinvolge, in qualche modo, nelle dinamiche progettuali e li impegna a mettere a frutto abilità e competenze”. Non puro amore per la sostenibilità, del resto, ma volontà di dare forma a “oggetti del desiderio: per questo scegliamo designer di indubbio talento. Nessun compromesso sul design e la qualità.
Come recita il nostro catalogo, lavoriamo per minimizzare l’impatto negativo dei nostri prodotti, focalizzando l’attenzione su criteri etici e creando oggetti sensuali, senza tempo e durevoli che sfidano il tempo e a cui i proprietari si affezionano”.

Senz’altro, oltre alle critiche positive – Mater Design è stato premiato come Miglior Debutto da Wallpaper nel 2008 – il successo del brand è legato alle buone vendite: “La serie di sgabelli High Stool è già un classico”. Marstrand resta critico, però, circa la capacità dei pezzi Mater Design di resistere al tempo: “I mobili di piccole dimensioni e le nostre lampade resisteranno di più dei piccoli accessori, che sono, volutamente, pensati per avvicinare il largo pubblico e fargli scoprire i prodotti di arredo veri e propri”.

Sgabelli della serie High Stool

L’ampiezza di pubblico, poi, è assicurata dai prezzi, accessibili. Un esempio: il prezzo delle lampade è tra i 528 e i 660 euro, mentre i contenitori della serie Gym variano tra 890 e 1.526 euro. Gli sgabelli che sono già un classico partono da 557 euro, ma, in nome della popolarità che hanno raggiunto, a maggio debutterà una edizione Premium, in legno di quercia e fior di pelle a 997 euro. Certo, ammette Marstrand, “qualche pezzo caro alla follia ce l’abbiamo, tipo la versione Gymnasium fatta con legno riciclato dai pavimenti delle palestre. Ci sta, lega il marchio a un prodotto molto caratterizzato e offre spunti alla stampa!”.

Realismo, insomma, con una sensibilità ecologica e sociale indubbia.

www.materdesign.com

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