Ecologia&Sostenibilità
18 dic 2011Inserito in in: Ecologia&Sostenibilità 0
Il BOsco MObile. Esperimenti di filiera corta nel distretto del mobile lombardo


a cura di Valentina Castellani e Serenella Sala, GRISS – Università Milano-Bicocca

 

 

L’idea di sviluppare una filiera corta legno-arredo parte dall’esigenza di cercare di dare concreta attuazione ad alcuni concetti fondamentali legati alla sostenibilità degli attuali modelli di produzione e consumo. Il Bosco-Mobile (BOMO) è un progetto di ricerca, finanziato dalla D.G. Agricoltura della Regione Lombardia per l’analisi di sostenibilità della filiera legno-arredo in Lombardia, ma rappresenta anche il tentativo, da parte di alcune realtà imprenditoriali lombarde, di tradurre nella pratica le indicazioni delle politiche europee e nazionali su produzione e consumo sostenibile e acquisti verdi, instaurando un sistema che sia nel contempo sostenibile e competitivo sul mercato.

Nasce dall’esperienza di due realtà, una pubblica ed una privata, del territorio brianzolo-comasco, che hanno intrapreso un percorso per migliorare la sostenibilità delle proprie attività: il Consorzio Forestale della Val d’Intelvi e Progetto Lissone, consorzio di circa 200 PMI che operano nel settore dell’arredo. Il Consorzio Forestale rappresenta una delle prime realtà in Lombardia che hanno certificato il proprio patrimonio forestale secondo lo standard PEFC, che certifica la gestione sostenibile delle foreste; inoltre, il Consorzio, in collaborazione con la Provincia di Como, ha realizzato un progetto per la definizione di standard comuni per il legno da opera proveniente dalle proprie foreste, nell’ottica di favorire gli acquisti verdi delle strutture pubbliche del territorio.
Progetto Lissone rappresenta una realtà interessante nel distretto del mobile della Brianza, perché si tratta di una società pubblico-privata, posseduta per il 51% dal Comune di Lissone, creata per favorire l’incontro tra i diversi attori della filiera arredo (dai progettisti, alle imprese che producono semilavorati, agli artigiani e infine ai rivenditori al dettaglio) e per rafforzarne la posizione sul mercato nazionale ed internazionale.

Banco scuola, prototipo del catalogo arredi del progetto BoMo

Nel 2008 Progetto Lissone ha realizzato un progetto, finanziato dalla Regione Lombardia e da Unioncamere, per la realizzazione di un’analisi LCA qualitativa sull’intera filiera legno-arredo, al fine di individuare i principali elementi di criticità e le buone pratiche che potevano essere attuate dai propri soci nelle diverse fasi del processo produttivo, e la realizzazione di una LCA quantitativa in riferimento ad alcuni elementi di arredo prodotti da Progetto Lissone. Ulteriore risultato di questa esperienza, che prevedeva anche la realizzazione di una pubblicazione divulgativa sulla sostenibilità della filiera e l’organizzazione di un corso indirizzato ai rivenditori, è stata la certificazione ISO 14001 delle attività del consorzio, scaturita dalla volontà di mettere a sistema gli interventi intrapresi per migliorare le proprie performance ambientali e di comunicare il proprio impegno a favore della sostenibilità.

Attraverso il progetto BOMO, si è voluta indagare la possibilità di integrare le attività di questi due soggetti per creare una filiera corta legno-arredo in Lombardia, che permettesse a Progetto Lissone di produrre mobili utilizzando legno locale, proveniente da foreste certificate, riducendo anche l’impatto derivato dal trasporto della materia prima dal luogo di prelievo al luogo di lavorazione. Inoltre, è necessario considerare che non tutti i prodotti che derivano da materiale naturale sono necessariamente sostenibili, ma che il loro livello di sostenibilità deriva dalle caratteristiche dell’intero ciclo di vita, come ad esempio dalla lavorazione a cui vengono sottoposti (che può implicare un consumo di energia non rinnovabile superiore rispetto a quello di lavorazioni analoghe), alle possibilità di recupero a fine vita (considerando che non tutto ciò che è prodotto a partire da biomasse è necessariamente biodegradabile). Per questo motivo, al fine di valutare correttamente la sostenibilità della filiera in via di realizzazione e di indirizzare la sua pianificazione, il progetto ha previsto un’analisi dettagliata dell’intero processo, che considerasse tutti gli aspetti del ciclo di vita, e che quindi prendesse in considerazione il consumo di risorse e la produzione di scarti o rifiuti nel suo complesso, evidenziando anche le possibilità di recupero all’interno della filiera stessa (es: recupero degli scarti legnosi attraverso la produzione di energia).

Sdraio per bambini, prototipo del catalogo di arredi del progetto BoMo

Da questo punto di vista, la costruzione di una partnership articolata, che coinvolge rappresentanti del mondo della ricerca (in questo caso il GRISS, Gruppo di Ricerca sullo Sviluppo Sostenibile dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e il CNR-Ivalsa di Trento) e del mondo delle imprese, rappresenta un punto di forza dell’approccio adottato, perché ha permesso di realizzare l’analisi su un caso reale, mettendo in evidenza i possibili elementi di criticità e confrontando approcci differenti per la ricerca delle migliori soluzioni operative possibili.
Inoltre, vista la rilevanza del tema dell’uso sostenibile delle risorse forestali, il progetto ha previsto di valutare la possibilità di mettere a punto un modello esportabile in altre realtà locali lombarde e non solo. A tal proposito sono state numerose le realtà straniere interessate al progetto e alla sua replicabilità in contesti differenti.

In particolare, il progetto Bo.Mo. è stato selezionato tra le buone pratiche europee del Cradle to Cradle network, rete di soggetti creata nell’ambito del progetto Interreg IVC “C2Cnetwork”. Per questo motivo, il GRISS dell’Università di Milano-Bicocca, uno dei partner scientifici, è stato invitato a presentare il caso studio in occasione di due seminari tematici del progetto (uno sul tema “Governance” a Bruxelles, nel luglio 2010 e uno sul tema “Industry” a Milano nel settembre 2010) e alla conferenza intermedia del progetto a Graz nel gennaio 2011.

Infine, sempre nell’ambito delle attività di scambio di conoscenze del network, alcuni enti pubblici e aziende private finlandesi e sloveni, fortemente interessati a conoscere più da vicino le attività legate al progetto Bo.Mo., sono stati ospiti delle realtà interessate (il Consorzio Forestale Val d’Intelvi e Progetto Lissone) al fine di approfondire la conoscenza dell’esperienza di queste realtà e di verificare la possibilità di replicare il progetto, adattandolo alle caratteristiche locali delle loro aree di provenienza.

I risultati del progetto saranno presto disponibili su www.boscomobile.it.

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