Ecologia&Sostenibilità
07 gen 2012Inserito in in: Ecologia&Sostenibilità 0
Case in legno, chi le sogna e chi le progetta fanno rete.
Per incontrarsi fuori dal cyberspazio
Oggi le case in legno sono il 10% del totale costruito. Così, un costruttore ha creato una rete che raccoglie privati, progettisti e agenzie specializzate in bioedilizia. I risultati? Molto incoraggianti.

Sul cantiere della palazzina a sei piani realizzata a Lugano

Case in legno. Chi non ci ha mai pensato, magari come soluzione a basso impatto, anche economico, per la seconda casa, in montagna o, perché no, al mare?
Non di baita – e neppure di più presuntuosi chalet – parliamo, ma di tipologie costruttive in tutto e per tutto assimilabili agli standard dell’edilizia civile. Ville singole, condomini, palazzi per uffici.
Il pubblico degli interessati, sensibili alle caratteristiche di sano abitare e riduzione delle emissioni intrinseci al legno, è cresciuto vistosamente, valicando i confini della roccaforte dove è alternativa erale da decenni, ovvero il Trentino, ma è esteso almeno a tutto il nord Italia. Secondo una ricerca commissionata da Assolegno e Federlegno e presentata all’ultima edizione del Made, sono circa 8mila gli edifici in legno costruiti nel 2010. Di questi fanno parte anche 3mila edifici legati alla ricostruzione in Abruzzo e quindi il dato si assesta a circa 5mila con qualche centinaio di produttori.

Come si raccoglie, dunque, un pubblico pulviscolare, che, pure, inizia a produrre una domanda rilevante? Nell’epoca in cui la Rete è la risposta fondamentale – o, almeno quella preliminare, salvo poi venire integrarla da canali meno virtuali – al bisogno di far emergere e raccogliere le richieste dei potenziali consumatori, raccordandole con l’offerta di progettisti e costruttori, è stato creato un network che è una piattaforma per incrociare, appunto, domanda e offerta. L’idea è nata due anni fa ed è di un produttore, Service Legno, attiva nel settore degli edifici in legno da 13 anni con moduli prefabbricati in x-lam. Lo spazio web si trova all’interno del sito aziendale, www.servicelegno.it.

Abbiamo chiesto a Dario Napoli, project manager a Service Legno, di raccontarci come funziona questa piazza virtuale. “L’obiettivo era ed è, senz’altro, quello di creare un luogo dove i progettisti potessero inserire i propri riferimenti e presentare il proprio lavoro. Per abbattere ogni tipo di barriera all’ingresso, non è neppure necessario registrarsi per poterli contattare. Qual è il vantaggio? Fare cultura su un materiale ancora poco conosciuto, il legno, e far sì che tutti parlassero la stessa lingua. Crediamo che, per costruire un mercato, il primo step sia diffondere informazioni, promuovere la conoscenza”.
In seconda battuta, crediamo, l’obiettivo di Service Legno è di entrare in contatto con i progettisti, con cui fare sponda, se è vero, come ci spiega Napoli, che questo mercato si sposta verso Sud di circa 100 chilometri l’anno e oggi siamo arrivati al basso Lazio. Gli interlocutori possibili sono “almeno 10, 12mila”, stima Napoli, di cui qualche migliaio ha creato il proprio profilo all’interno del marketplace.
A corollario, l’area agenzie, che raggruppa gli intermediari immobiliari specializzati in bioedilizia, che si occupano dia della vendita del vecchio immobile come della ricerca di un terreno e di un costruttore.

Interno di una delle abitazioni

In effetti, la tendenza più attuale è verso i complessi abitativi più ampi piuttosto che le singole abitazioni. Spiega Napoli che “tra le nostre ultime realizzazioni c’è una palazzina di sei piani a Lugano, nata come residenza di alto livello. Per questioni di spazio oggi si va verso l’edificazione di palazzi, abitazioni a schiera, case in social housing”.
Variegandosi, il mercato si allarga: se oggi gli edifici in legno hanno una quota pari al 10% del totale (dato Assolegno dello scorso novembre), le previsioni al 2015 attestano il comparto al 15%. Una fetta che inizia a ingolosire molti imprenditori. E già si profila un rischio di speculazione. Spiega Napoli: “La qualità di un edificio è data da tre componenti: scelta dei materiali, capacità di portare a termine la costruzione, capacità tecnica in cantiere. Saper gestire i cantieri, soggetti oggi a 42 normative diverse, non può essere frutto di improvvisazione. Si tratta di legno, ma non si diventa costruttore soltanto perché si è bravi carpentieri”.

Allo stesso modo, il progettista non è una figura da cui si possa prescindere: bisogna sapere progettare con il legno e non per caso Assolegno ha creato, per i costruttori di edifici in legno, un comparto che fa ricerca e sviluppo su materiali e tecniche costruttive. Attualmente, le tecnologie sono tre: si utilizzano pannelli portanti, in cui sono già incorporati il cappotto esterno e il rivestimento interno; telai, ovvero sistemi a trave provvisti di intercapedine che funge da isolante e tamponati da materiale a base cementizia, oppure, ma non è che un’esigua minoranza, che non rappresenta più del 10% del mercato, si impiega il sistema detto blockhaus, che impiega travi in legno incrociate. Opzione in declino perché presenta problemi strutturali e gli edifici sono soggetti a crepe.


www.servicelegno.it

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