Materia&Innovazione
27 gen 2012Inserito in in: Materia&Innovazione 0
Chenna. Innovare riciclando, ben piantati nel futuro.
Tre materiali innovativi prodotti con gli sfridi di lavorazione del legno e plastica riciclata, al 100% riciclabili. Chylon, Chylab e Chyplast sono la scommessa della Chenna, piccola realtà parte di una holding, la Crabo, che ha investito tre milioni di euro in un brillante ciclo del riciclo.

Pavimentazione da esterni firmate Chenna



Il nome mitico di una pietra con proprietà contro il veleno per la costola di una multinazionale del mobile che, dal 1994, ricicla gli sfridi di produzione della lavorazione di sedie e tavoli. Complice il declino del distretto della sedia, a conferma che spesso le crisi sono foriere di idee luminose. La Chenna, sede a San Vito di Fagagna, Udine è parte della holding Crabo, una rete di filiali in Italia, Francia e nei Balcani. Una piccola realtà – solo sette dipendenti – che si è meritata l’attenzione del Ministero dell’Ambiente e, nel 2005, la menzione come azienda eco-efficiente candidata al premio Innovazione Amica dell’Ambiente, organizzato da Legambiente, Politecnico di Milano e Università Bocconi con il contributo di Confindustria.

Luca Lovato, ingegnere e tecnico dell’azienda, ci spiega cosa fa la Chenna: “Assembliamo legno e plastica riciclata per ricavarne tre prodotti, composti al 100% di materiale riciclato e riciclabile: il chylon, un composto di legno, al 55%, e plastica, al 45%, lavorato in stampi refrigerati per produrre pavimenti, sedili e schienali di sedie e il poggiapiedi ergonomico Benefeet, una applicazione originale a dimostrazione della versatilità del materiale; il chyplast, fatto di sole poliolefine, ovvero plastiche diverse, polietilene e poliprolpilene, con cui si producono altre tipologie di sedili e schienali; il chylab, composto di legno al 30% e polietilene e polipropilene per l’altro 70%, con cui vengono realizzati estrusi per pareti ventilate – ovvero rivestimenti esterni per edifici che, lasciando un’intercapedine tra la parete e il muro, trattengono il calore così come il freddo e migliorano la ventilazione – pavimenti e rivestimenti”.
Fino a qualche anno fa, l’azienda aveva un proprio centro di raccolta dove confluiva plastica riciclata che veniva separata e recuperata: oggi si appoggia a terzi, orbitanti attorno al Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica) per il recupero delle materie plastiche oppure ad aziende che lavorano materiali nobili all’interno del comparto.
Il legno deriva, invece, dagli scarti di lavorazione di un’altra società Crabo, la Italsvenska.
I prodotti vengono poi rivenduti a chi produce sedie per la casa e l’ufficio, a rivenditori di pavimentazioni per gli esterni, mentre le pareti ventilate sono di norma realizzate su commissione.
Negli anni, Chenna si è sbizzarrita in qualche esperimento di design, utilizzando i propri materiali per firmare arredi per esterni e spazi urbani – la panca Dok in chylon e i tavoli e le sedie Alca in chylab – nell’ottica di abbassare la naturale diffidenza verso i materiali riciclati, che oggi sono meglio accolti da un mercato e da un’opinione pubblica più sensibile, rispetto ai quali gioca un peso notevole il fatto che la qualità sia decisamente migliorata.


“Quel che può accadere è che, mescolando materiali diversi e provenienti da diverse fonti, i prodotti stampati col materiale risultante non sempre presentano le medesime caratteristiche”, spiega Lovato. “Così, per esempio, se in un punto di una lastra di materiale ci fosse una anomala densità di schegge di PET, non amalgamabili in una miscela di poliolefine, questa potrebbe causare in quel punto una debolezza strutturale. Quel che si fa, dunque, in fase di controllo di qualità dei pezzi fatti con nuove miscele, è di sottoporre dei campioni a sforzo per vedere come reagiscono. Se non soddisfano le aspettative, si corregge la ricetta e i pezzi scartati vengono macinati e impastati di nuovo. Il bello del nostro riciclato è che si può lavorare più e più volte”.

Anche grazie ad una produzione ben controllata, i prodotti per la pavimentazione, le Ripietra, piastrelle che evocano l’aspetto del selciato in pietra ma sono prodotte in chylon, e le Leplà, di forma quadrangolare, vendute nel circuito della grande distribuzione così come nei centri garden e del fai-da-te, hanno una buona accoglienza.
Forte del successo guadagnato, lo scorso 20 dicembre, la Chenna ha inaugurato un’area verde pubblica a Treviso, allestita con pavimentazioni e panchine di propria realizzazione. “Siamo fieri del nostro prodotto e vogliamo farlo vedere”, chiosa Lovato. “Allestire uno spazio pubblica, dove le persone vedono la qualità dei nostri prodotti, è, del resto, anche una maniera per sensibilizzare le pubbliche amministrazioni alle opzioni verdi per i propri acquisti”. Pratica ancora poco diffusa, in effetti, nonostante le norme del green procurement, che spingono gli enti pubblici a preferire forniture sostenibili, spesso proprio a causa della disparità di prestazioni dei prodotti eco-compatibili rispetto a quelli tradizionali. Ben venga l’esempio di Chenna, dunque, che,ha investito in ricerca, per realizzare il proprio ciclo del recupero (o del riciclo, se vi piace il gioco di parole). Tre milioni di euro. E una scommessa vinta.


www.chenna.it

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