Ecologia&Sostenibilità
27 gen 2012Inserito in in: Ecologia&Sostenibilità 0
Grattacieli di legno? No, grazie!
Case in legno, opzione sempre più concreta. Gli edifici in legno sono la sfida di oggi e il confronto con i materiali tradizionali è premiante, persino in tema di infiammabilità. L'ultima frontiera è lo sviluppo in altezza. Ma c'è da augurarsi una città di grattacieli di legno?

Copertura lignea del parco acquatico Acquapark (Concorezzo) - Foto Holzbau


La notizia è che il tetto dei tre piani è stato abbattuto. E adesso si saluta il legno come il materiale dell’edilizia del futuro. Lo proclama il Corriere dello scorso 7 gennaio che, anzi, annuncia una rivoluzione prossima: il 2012 sarà l’anno delle case in legno. Non degli chalet, si precisa subito, anche se, per voi, nostri lettori, la precisazione non serve. E anche l’attualità del tema ha un peso relativo.
Abbiamo scritto di recente di edilizia in legno ed è stato proprio il progetto di ServiceLegno (vedi Case in legno, chi le sogna e chi le progetta fanno rete. Per incontrarsi fuori dal cyberspazio) a indurci ad approfondire un tema tanto attuale. Perché, nel 2015 il 15% delle costruzioni avrà una struttura lignea, c’è già chi studia il materiale e le possibilità (ardite) che si aprono alle imprese che sapranno inserirsi in un mercato che ha visto, negli ultimi cinque anni, quintuplicarsi la sua fetta. Così, Federlegno, federazione di Confindustria che raggruppa gli operatori della filiera del legno e del mobile, nella sua articolazione, comprende il reparto Assolegno che raggruppa, al suo interno, anche i costruttori di case cui fornisce aggiornamenti costanti sulle novità normative e le aperture del mercato. Riguardo i limiti in altezza, cui si accennava prima, ad esempio, il decreto Salva Italia ha tolto il vincolo che imponeva ai costruttori in legno di presentare istanza al Consiglio Superiore della Magistratura per alzarsi sopra i tre piani.
Via libera ai grattacieli di legno, dunque?

Se a Milano ci si spinge oggi fino a nove piani, lo scorso giugno era stata annunciata la costruzione di un altro grattacielo, un ibrido di cemento e legno di ben quindici piani. Del resto, tra le realizzazioni, esempi significativi, pur se meno vertiginosi, non mancano. La Holzbau, azienda bolzanina del gruppo Rubner, avanguardia storica del settore, aveva già firmato un palazzo di sette piani a Caorle, Venezia. Lo sviluppo verticale è legata all’impiego di una tecnologia che utilizza pareti piene, interamente in legnoin x-lam, fatte di fogli di legno incrociati auto-portanti. Sistema che va diffondendosi soppiantandone altri, a blocchi massicci o blockhaus; a travi e pilastri; a telaio o platform frame, che consta di un’intelaiatura che viene tamponata con vari sistemi con pannelli in legno isolati all’interno. Senz’altro l’x-lam dalla sua ha il vantaggio di una straordinaria resistenza e prestazioni paragonabili ai tradizionali cemento e acciaio.

Marina Verde Wellness Resort, Caorle - Immagine Holzbau


Persino quel che apparirebbe, a occhi profani, il punto debole del legno, la sua infiammabilità, è un punto a suo favore. “Il comportamento del legno, in caso di incendio, poi, è prevedibile e la struttura garantisce una resistenza fino a 120 minuti, così che tutti gli occupanti di un edificio hanno il tempo di mettersi in salvo in sicurezza”, così Paolo Chiosso, project manager di Assolegno. “Può capitare che il cemento non soddisfi i requisiti di sicurezza in casi di incendio. L’acciaio collassa quando è aggredito dalle fiamme. Il legno, viceversa, tiene. Viene comunque trattato con vernici ignifughe, che, se sono inquinanti e tossiche, non emettono, però, tossine quando il legno brucia”.

D’altra parte, con l’x-lam il materiale impiegato è ingente nelle quantità. Si pensi che le torri di San Siro a Milano impiegheranno seimila metri cubi di legno. “C’è chi teme un rischio di deforestazione”, continua Chiosso, “ma è del tutto irrealistico. Il nostro patrimonio boschivo è per larghissima parte inutilizzato e, anzi, l’incuria fa sì che la superficie boschiva si estenda”. Il punto, però, non è proprio questo. Le costruzioni in legno si diffonderanno e, se necessario, si metteranno a coltura nuovi boschi. Del resto, non si parla di legni nobili ma di pino e abete e le foreste primarie non sono minacciate dall’allargamento di un mercato che, però, ha scelto l’opzione più energivora. Investire in altri modelli costruttivi – ad esempio a telaio, investendo in materiali naturali per il riempimento – avrebbe significato l’adesione a un canone più rigoroso di sostenibilità. Se la casa ecologica ha senz’altro una struttura in legno, insomma, la sostenibilità applicata all’edilizia avrebbe preteso anche il sovvertimento delle regole costruttive. Case più basse e a misura d’uomo, crediamo. Ma forse l’appello a un’edilizia a misura d’uomo suona nostalgico e passatista. Voi che ne dite?

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