Materia&Innovazione
17 apr 2012Inserito in in: Materia&Innovazione 0
Exnovo. Tecno-poesia in formato lampada.
exnovo è la linea di lampade prodotte con l'innovativa tecnologia del 3d printing che debutta oggi al Fuorisalone. Piccole produzioni, zero sprechi, materiali al 100% riciclabili. Illumintanti.

exnovo, lampada Notte


Lampade dalle volute candide, texture fatte di moduli infinitamente ripetuti, dove la geometria si scioglie nella poesia di forme organiche e pulsanti, concrezioni spumose, animali marini e nuvole, spirali seducenti e forme stellari allusive di pianeti e età remote. Lampade e piccoli elementi di arredo che nascondono un segreto, pensate su un foglio di carta e gonfiate, esplose nella terza dimensione grazie a una tecnologia stupefacente e innovativa.

La collezione exnovo nasce da un quarto di secolo all’avanguardia tecnologica con il 3d printing a servizio di un’attività di prototipazione conto terzi finché, un anno fa, matura la decisione di debuttare con un marchio proprietario. L’azienda è la trentina HSL, dal 1988 sviluppatrice di prototipi sia in ambito industriale, spaziando dai trasporti al settore aerospaziale, da quello medicale a quello elettrotecnico – che per il mondo del design – con committenti di tutto rispetto, del calibro di Alessi e Poltrona Frau, per non citare che questi – senza, però, che la stessa tecnologia abbia sinora interessato anche la fase produttiva. Questo passaggio è frutto dell’intuizione di Ignazio Pomini, titolare dell’azienda, curriculum da ingegnere e competenze di progettazione affinate sul campo, che, insieme ai designer Selvaggia Armani – trentina e, con ciò, vecchia conoscenza in virtù della prossimità territoriale – e a Janne Kyttänen – olandese pioniere nel mondo sul 3d printing, che firma la collezione FOC – ha saputo mettere a frutto l’enorme potenziale di una tecnologia calda e versatile.

I vantaggi del 3d printing applicato alla progettazione di oggetti?
Fabio Ciciani, sales manager HLS, li sintetizza così: “Si tratta di forme inedite, che non sarebbe possibile realizzare altrimenti, per cui non si utilizzano stampi, e senza alcun vincolo geometrico. Il 3d permette di creare come elementi monolitici le forme più azzardate: una sfera con dentro un altro oggetto, ad esempio, senza necessità di assemblaggi o saldature, plasmate in assenza di complessità geometrica”.
Si passa dal disegno all’oggetto tridimensionale senza alcun passaggio intermedio. Non solo, ogni singolo oggetto può venire creato nelle quantità desiderate. “Si può fare anche un pezzo alla volta”, prosegue Ciciani. “Così, il nostro magazzino non è altro che un archivio di file. Di più: non solo non si fa stoccaggio ma neppure vengono prodotti scarti”. Qual è il processo che realizza il pezzo? “Si parte da una polvere di poliammide dello spessore di 1/10 millimetri e si procede per addizione successiva di strati. Si immagini che il laser designa sul piano e procede un piano dopo l’altro, la polvere si addensa lungo le linee del disegno impostole e diventa solida. Si pensi a una tac oppure, con un’immagine meno fredda e un po’ lontana dal mondo del design, a un salame, tagliato a fette sottilissime e che debba essere rimesso insieme”.

exnovo, lampada Saturno

Una tecnologia sofisticata e affascinante, frutto di un brevetto del Mit datato metà degli anni 80 e utilizzato dalla Nasa per i propri programmi spaziali, per risolvere il problema di avere pezzi di ricambio durante le missioni e colonizzare satelliti senza trasportare merci. Il 3d printing ha il suo battesimo nello spazio siderale, insomma, a bordo delle astronavi americane lanciate verso il sogno della sua conquista.
Il brevetto è stato poi venduto all’industria, aerospaziale e automobilistica in primis, per soddisfarne il bisogno di avere prototipi in tempi rapidi. Oggi non sono molte le aziende che detengono la tecnologia proprietaria

Riguardo alla poliammide, poi, che materiale è, e qual è il suo indice di sostenibilità relativo? “Si tratta di un nylon, al 100% riciclabile”, spiega Ciciari. “I termini della filosofia produttiva sono sostenibili, nel senso che non puntiamo a una produzione di massa ma a fare piccoli volumi, di qualche centinaio di esemplari. Questo per mantenere un valore di esclusività delle collezioni che si rivolgono a un target di pubblico medio-alto”. Ovvero, quanto costano queste lampade? “Hanno prezzi in linea con marchi come Flos o Artemide: una lampada da tavolo intorno a 400 euro e una piantana a 800”.

Talento italiano con un pizzico di creatività nordica per pezzi che, dopo il debutto ufficiale al Fuorisalone, si potranno acquistare attraverso una piccola rete di rivendita sul territorio nazionale. Finchè non verrà il tempo, come auspica Ciciani, che il 3d printing si farà direttamente a casa, con stampanti un po’ più evolute di quelle che abbiamo oggi. “Allora, basterà scaricarsi il file sul proprio computer e voilà, stamparsi in tre dimensioni la lampada per il soggiorno”.


exnovo è presente nel circuito Fuorisalone presso Dream Factory, corso Garibaldi 117, dal 17 al 22 aprile.


www.exnovo-italia.com

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