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20 apr 2012Inserito in in: Ecodesigner 0
Fin Art Co. Dalle fabbriche dismesse al tavolo di design
Legno e metallo delle fabbriche di quando l'America faceva tutto in casa, prima di esternalizzare le sue manifatture, incorporati in pezzi di design. I segni del tempo, fori, bruciature, imperfezioni raccontano storie. A tesserle, il duo americano di Fin Art Co.

Fin Art - Salvage Dresser

La pulizia formale di forme squadrate e lucide superfici candide fa da cornice a grezze tavole di legno, fitte di venature, buchi e bruciature, che mostrano i segni dell’uso e del tempo, oppure a cilindri in metallo, prigionieri, e perciò pulsanti, di polite superfici di cristallo. Ci piacciono i pezzi di design che raccontano storie di recupero, danno voce a età dimenticate dell’industria, inseriscono materie parlanti in oggetti di uso quotidiano, proiettandoli in una dimensione affabulatoria e sognante, riannodando fili con il passato, e la natura.
Questa volta parliamo dell’americana Fin Art, impresa e marchio del duo Rob McGowan e Ben Olson, base a Denver, Colorado. Loro stessi si definiscono con queste parole: “Creiamo usando lo spirito e le reliquie dell’età industriale”.

Una piccola realtà di progettazione e auto-produzione ai limiti del sartoriale: “In genere vendiamo a privati perché ci piace conoscere personalmente il nostro cliente, facendo sopralluoghi per verificare dove il pezzo verrà collocato e vivrà. Allo stesso modo, lavoriamo molto con gli interior designer ma preferiamo i rapporti uno a uno”.
Rob McGowan, che abbiamo contattato per approfondire la sensibilità verde dell’attività dello studio, spiega che l’approccio al design dei due progettisti è “piuttosto semplice: come si dice, la forma segue la funzione e, dunque, la prima priorità è di creare un pezzo funzionale, ovvero utile al suo scopo ma anche funzionale ad un certo contesto. In seconda battuta, ci focalizziamo sui materiali. Per noi, i materiali sostengono la stessa progettazione dell’oggetto. Dato che, di norma, utilizziamo materiali di recupero, questi pongono vincoli stringenti alla progettazione, attorno ai quali sviluppiamo l’idea. Il recupero dei materiali detta una direzione precisa al progettista, anche rispetto a come incorporare materiali nuovi a corredo di quelli di recupero.

Fin Art - Salvage Dining Table

“Ad esempio, se ci viene commissionato un tavolo da pranzo, la prima cosa è definire quali misure avrà e quale disegno, il più semplice possibile, funzionerà meglio. Quindi, ricerchiamo materiali per trovare il pezzo più interessante che completerà l’ambiente in cui il tavolo sarà posto. Una volta trovato, immaginiamo come progettare le gambe che producano un bel contrasto con il piano del tavolo. Si veda il nostro Salvage Dining Table nella sezione catalogo del sito (qui a fianco): il piano è di spesso legno recuperato che è granuloso, vecchio, incrinato, eroso. Così, abbiamo deciso di creare gambe lisce, bianche, ben tornite, lustre, senza imperfezioni. Il contrasto tra i due elementi fanno la modernità del tavolo, impiegando un legno unico.

Come scegliete i materiali? “Ci piace scovare materiali recuperati che hanno più carattere. Se andiamo in cerca di un pezzo di legno, ci indirizziamo verso qualcosa con una storia interessante (molti dei pezzi che utilizziamo sono presi da vecchie fabbriche in fase dismesse e sono stati all’aperto per anni, col che hanno acquisito personalità). Troviamo il materiale qui a Denver. Così, non solo ricicliamo legno vecchio e metallo ma diamo loro nuova vita e nuove finalità.

“Raccogliamo pezzi dell’età industriale quando le cose che erano Made in America implicava che durassero molte vite. Le cose erano fatte a mano con acciaio duro, legno invecchiato e ogni cosa veniva fatta localmente. Negli ultimi 50 anni, l’America ha esternalizzato l’attività manifatturiera oltremare abbattendo la qualità per guadagnare il più possibile. La nostra filosofia è quella di realizzare pezzi di arredamento usando gli stessi metodi dell’era industriale e costruendole con resti di quell’epoca. Questi pezzi sono sopravvissuti oltre la loro vita utile poiché noi li incorporiamo in nuovi oggetti, moderni, prolungandone così la vita utile.

Cosa pensate dei marchi ecologici, li avete richiesti? “Non abbiamo mai acquisito certificati LEED [certificazioni ecologiche] perché non sentiamo che sia importante farlo. Molti consumatori non sanno cosa significano questi marchi così non ci diamo pena a riguardo.
La nostra è un’azienda sostenibile poiché utilizziamo quasi interamente materiali riciclati, legno certificato FSC, tutti di origine locale”.

www.finartco.com

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