Ecologia&Sostenibilità
17 ott 2012Inserito in in: Ecologia&Sostenibilità 0
Calce e canapa, ed è solo l’inizio. Parola di Equilibrium.
Un'altra bella scomessa imprenditoriale, un'azienda nata lo scorso anno con l'obiettivo di diventare un'impresa sostenibile, con la missione di sviluppare prodotti legati ai tanti utilizzi possibili - e tutti da recuperare - della canapa. Primo passo, l'edilizia.

Dettaglio di un pannello in calce e canapa - Equilibrium

C’è una storia dietro a ogni buona idea. Quella di Paolo Ronchetti è la storia di un giovane neolaureato in economia e commercio che non aveva voglia di fare il responsabile commerciale in una qualche oscura – o anche brillante, faceva poca differenza – azienda della Brianza mobiliera.
Così, è partito per l’Irlanda per studiare sviluppo sostenibile e poi da lì in Gran Bretagna e in Francia.
In capo a quattro anni si è impadronito di un metodo, che è un intero sistema concettuale e pratico, elaborato in Svezia da un oncologo alla fine degli anni ’80 e da lui promosso. Il metodo si chiama The natural step e il suo creatore è tale Karl-Henrik Robèrt, consulente di istituzioni pubbliche e private e in grado di calare nella realtà concreta i concetti di sostenibilità e sviluppo sostenibile, in modo da promuoverne la gestione operativa e pratico. Alla base del modello ci sono soltanto quattro principi in grado di guidare a scelte in linea con quel che succede e tali da sviluppare un modo alternativo di pianificare: anziché guardare indietro, bisogna, all’opposto, immaginare il futuro che si desidera in modo da prevederlo. Spiega Paolo Ronchetti: “L’operazione da fare è una sorta di back-casting, una retro-visione, al posto di una pre-visione, di un futuro ipotizzabile”.

Un po’ come dire: non sto facendo ipotesi sulla base del passato ma costruisco una visione plausibile sulla base della quale orientarmi.
E sin qui, affascinante. Concretamente, però, dove è approdato il giovane neolaureato? A un’idea tanto semplice quanto azzardata: recuperare la canapa e declinarne l’impiego in quanti più ambiti possibile. Per iniziare, la si è unita alla calce e si è immesso nello schizofrenico mondo dell’edilizia – per certi versi il più tradizionalista e refrattario, su altri fronti, viceversa, vivacissimo e innovativo. Così è nata Equilibrium, azienda che è l’esempio virtuoso di quel che è o dovrebbe essere un’organizzazione “a prova di futuro”.

“Il prodotto è nostro perché è nato da una ricerca lunga e fervida ma la tecnologia è open source perché, in questo modo, se ne aumentano impatto e applicabilità. Si tratta di qualcosa nato in Francia vent’anni fa in forma pionieristica e artigianale, e circolato in forma più o meno sotterranea, più in piccole comunità di avanguardisti, ambientalisti e personaggi di frontiera”.

A Equilibrium il merito di averlo recuperato dalla semiclandestinità e avergli dato circolazione in forma commerciale. Dopo un impiego iniziale nel restauro di edifici storici, in legno, paglia e argilla intonacata – che necessitano di essere trattati con materiali traspiranti – se ne è esteso l’utilizzo a nuove costruzioni che beneficiano dei vantaggi di un materiale tutto naturale. La calce naturale, del resto, è una roccia calcarea che viene sbriciolata, cotta a 900 gradi e reidratata, dotata di straordinarie proprietà igienizzanti; la canapa viene unita con un legame di mineralizzazione e il composto gode di aumentate caratteristiche di protezione da batteri, muffa e umidità”.

Mattoni in calce e canapa - Equilibrium

Perché scegliere di non brevettare? “In un sistema open source ideale, immettere un prodotto su larga scala fa sì che la tecnologia venga interpretata in diversi modi da tante aziende arricchendo di contenuti quel prodotto. Non è follia, né ingenuità: diciamo che, anziché comunicare il 20% di un prodotto tenendo per noi l’80%, noi comunichiamo l’80′% per avere un impatto di mercato molto più veloce. Se brevettassimo, chiuderemmo ad altri la possibilità di replicare. Invece, il nostro obiettivo non è fare case di canapa e rimanere fermi lì ma creare diversi spin off di attività per diventare leader nelle applicazioni della canapa. L’obiettivo è di ottenere che più realtà prendano in considerazione canapa – o, meglio, il canapulo, che costituisce il cuore ligneo della pianta, l’80%, il resto essendo fibra e fiore – risorsa dimenticata di cui è necessario aumentare i volumi di coltivazioni e gli impianti di trasformazione. Puntiamo a rigenerare un intero sistema produttivo”.

L’obiettivo è ambizioso e intrigante. Quali i risultati raggiunti sinora?
Equilibrium è nata come Srl nel gennaio 2011 allo scopo di produrre e diffondere le applicazioni della canapa. Oggi viene coltivata su superfici molto limitate ed esiste un unico impianto di prima trasformazione, in Piemonte, che separa il legno dalla fibra. Collaboriamo con Assocanapa, che riunisce i canapicoltori e, al tempo stesso, fa vendita del seme e trasformazione, spesso importando la materia prima dall’estero. Oggi le superfici sono in aumento per evitare, come accade oggi, che si debba ricorrere a canapa estera”.

Quante persone lavorano con lei?
“Siamo 19, in questo momento: due soci più altre 12 persone nella sede operativa e in produzione – abbiamo recuperato un impianto dismesso a Castelli Caleppio e creato, insieme a Unicalce, leader in Italia, una miscela ad hoc – con altre cinque che costituiscono la nostra rete commerciale, che cresce ad un ritmo costante.
In più, ogni mese, facciamo informazione attraverso un corso – cui in media partecipano 20, 30 persone – di due giorni focalizzato sulla teoria e pratica della costruzione con la canapa. Il prossimo sarà a fine ottobre e il successivo a fine novembre. Oltre che al Made, saremo presenti anche a Ecomondo, a Rimini”.

Quale orizzonte nel prossimo futuro?
“Gradualmente, abbiamo smesso l’attività di costruttori e ci spostiamo attività di supporto tecnico e commerciale per chi vuole impiegare la calce-canapa. Certifichiamo i materiali, garantiamo le performance, termiche, di impermeabilità, resistenza al fuoco. Poi, naturalmente, sviluppiamo altri tipi di bio-compositi. Giocando con il rapporto tra calce e canapa, cambiano le variabili di densità e conducibilità termica, ottenendo così materiali adatti a funzioni diverse: se il rapporto è di 5 a 1 o 4 a 1 si fa intonaco; se è 2 a 1, si ottiene un bio-mattone, ideale per i blocchi perimetrali, i tavolati interni e i getti in opera; se è 1 a 1, si fanno vespai, tetti e muratura di contenimento”.

E come va, nel complesso, il business?
“Sempre meglio, il volume è in costante aumento. Del resto, abbiamo creato le condizioni perché fosse così. Agendo in modo strategico, lo sviluppo sostenibile sviluppa da sé le premesse per la propria fioritura. In questo modello virtuoso, nobile e aperto, giocoforza riceviamo molta attenzione dai media. Tutta pubblicità gratuita che aiuta un progetto giovane a prosperare!”.
Fine dello spot. (Scherzo!)



www.equilibrium-bioedilizia.com

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