Ecologia&Sostenibilità
07 feb 2013Inserito in in: Ecologia&Sostenibilità 0
La sostenibilità diventa un concorso. Sotto a chi tocca, con Formabilio!
Prototipi innovativi e sostenibili per un mercato internazionale, prodotti da aziende altrimenti destinate a soccombere alla crisi. Formabilio è la nuova piattaforma che fa dell'ecodesign un concorso tra idee giovani e della sostenibilità un asset strategico che rilancia la filiera del mobile, premiando l'eccellenza del made in Italy.

Lo studio di Formabilio

Chi se ne intende, forse direbbe che il meccanismo è del tipo win-win. Anzi, win-win-win perché, nel caso di Formabilio, l’impegno è almeno una triangolazione. Ci sono i progettisti, sperimentatori innovativi sui temi della sostenibilità nel design; le aziende, realtà messe in difficoltà, quando non in ginocchio, dalla congiuntura, e serbatoio di competenze e tradizione nella realizzazione di oggetti di arredo; e poi, ci sono loro, Maria Grazia e Andrea, menti del progetto e, in due, più di vent’anni di esperienza come manager(managers: il plurale è un errore, secondo i puristi, ma sennò non si capisce) di imprese a contenuto culturale, comunicazione, design, ad alto tasso di innovazione. Tema che torna oggi, con Formabilio – lancio ufficiale del progetto e del primo contest, lo scorso 22 gennaio – come punto di snodo per imprese da svecchiare e (ri)posizionare sul mercato internazionale, grazie a designer chiamati a cimentarsi e gareggiare tra loro sulla soglia, critica e sottile come una lama (e come una lama a doppio taglio), dell’eco-compatibilità ambientale. “Questo è quel che vuole il mercato – un mercato in crescita. Almeno, è quanto afferma una ricerca [http://bit.ly/ITJ0RN], promossa dall’ufficio studi di Confindustria, riguardo le chance del made in Italy, in particolare nei mercati emergenti”, spiega Maria Grazia (Andali, per completezza).
E così, nelle parole sue e di Andrea Carbone (per completezza), Formabilio risponde come “start up che promuove attraverso il web concorsi per idee destinati a designer e aspiranti tali, allo scopo di identificare grazie al coinvolgimento della community di utenti registrati, i migliori prodotti di arredo, in termini di innovazione, sostenibilità e appealing. Questi prodotti saranno realizzati da piccole imprese manifatturiere italiane e commercializzati online sulla piattaforma formabilio.com”.

Semplice. E, al tempo stesso, complicato – come la vita. Frutto di una triangolazione tra Calabria – dove Maria Grazia Andali e Andrea Carbone, entrambi calabresi, si sono conosciuti sui banchi di scuola: nella forma di un corso di Project management di beni culturali e ambientali promosso da diverse università, tra cui la Federico II e la Normale di Pisa, non alle elementari -, Lombardia – i due hanno vissuto Milano per un po’ prima i decidere che “eravamo stanchi di lavorare e basta e ci mancava di vedere il verde, e la natura – e il Veneto, dove hanno ricominciato a respirare, “a Cison di Valmarino, borgo trevigiano di 2.400 abitanti, ai piedi delle colline del Valdobbiadene”.

La locandina di Formabilio

Oggi vivono e hanno installato la sede di Formabilio in un edificio che fa parte delle ex cantine dei conti Brandolini, 600 anni sulla testa, e persino un fiume, il Ruglio, al di là della finestra.
Avuta l’idea – figlia del nuovo ritmo di vita e lavoro e dell’intenzione di contagiare di esso anche clienti e fornitori presenti e a venire – hanno iniziato a raccogliere le prime adesioni e le conferme da autorevoli istituzioni venete, dalla provincia di Treviso alla Cna Veneto, dalle agenzie regionali Veneto Innovazione e Veneto Sviluppo e, infine, dal commissario allo sviluppo economico della Regione Veneto, Marco Zanetti.
“Non abbiamo avuto un euro e per la nostra start up abbiamo investito in proprio – anche grazie a qualche amico – ma tutti gli interlocutori di regione e provincia ci hanno sostenuto”, precisa Maria Grazia. “Adesso l’idea è di caricare la versione beta del sito e poi rivolgerci a investitori privati e venture capitalist per finanziare il progetto”.

Tenuto conto che il debutto è, come detto, freschissimo, il fatto che Formabilio conti già più di 4.200 amici su fb e quasi 7.000 utenti registrati, che hanno già inviato, per il primo concorso, dall’imperativo titolo I want it and I want now, oltre 250 progetti, è una scommessa vinta. “Abbiamo deciso di dare il giusto valore a chi partecipa, scegliendo ottimi produttori locali, che lavorassero con logiche tradizionali e tempi umani, da un lato, e progettisti italiani, dall’altro. Noi ci occupiamo di comunicazione e marketing e gestiamo una piattaforma su cui tutte le idee sono pubbliche e la community online può votarle e fare così la prima selezione. Dei 10 progetti che passano questo primo filtro,una giuria tecnica – dove figurano, oltre a noi, che contiamo all’interno del team sulla competenza di un’altra designer oltre ad Andrea, rappresentanti delle aziende produttrici, esperti del settore e del mondo della formazione ad esso legato – valuta la fattibilità dei progetti, anche in termini di impatto, ponendosi, dunque, domande sulla scelta dei materiali, riciclabilità, modalità di trasporto, possibilità di smontaggio e parallela facilità di montaggio. Insomma, quel che è più facile da impacchettare e spedire, oltre che più innovativo e durevole, ovvero facilmente apprezzabile da un cliente internazionale di cultura alta.
Con questi criteri, verrà scelta una sola idea e questa verrà prototipata e, poi, prodotta. Le altre nove finaliste, però, avranno comunque un premio”, continua Maria Grazia. Dopotutto è un concorso, no?

Il cortile fuori dallo studio Formabilio

“L’accento è, dunque, posto esplicitamente sulle produzioni sostenibili: la sostenibilità è il peccato originale per un’industria, quella del mobile, che è nell’occhio del ciclone della crisi. La congiuntura travolge aziende con una straordinaria tradizione artigiana, dove lavorano persone padrone di tecniche di cui altrimenti si perderebbe la memoria, formate nel corso di anni e tenute in altissima considerazione dai titolari d’impresa, colpevoli di non sapersi adeguare ai must della committenza internazionale”.

Noi, inutile nasconderlo, siamo conquistati dall’idea. Ma questa piattaforma, come si lamenta già in qualche luogo della Rete (ad esempio su Linkedin), non sarà l’ennesimo tritacarne dove si fa scempio di capitale intellettuale e creatività svenduti in nome di una sopravvivenza che diventa bieco sfruttamento?
“Questo non è il solito sito di crowd sourcing. Non facciamo una gara al ribasso o scegliamo i progetti sulla base del minor costo: il designer che vince avrà una fee del 7% sul fatturato prodotto dal suo oggetto e le vendite possono essere viste online – abbiamo predisposto un meccanismo trasparente, possibile perché vendiamo via web. I primi prodotti saranno pronti in aprile poiché entro l’8 marzo saranno scelti i vincitori”.

Il logo di Formabilio

CE come viene stabilito il prezzo di questo fortunatissimo primo oggetto vincitore?
“Sulla base dei costi reali, dato che si tratta di produrre qualità. Nessuno paga niente in anticipo e noi ci assumiamo il rischio imprenditoriale, senza sfruttare nessuno, anzi. Una volta identificato il prodotto, sarà il produttore a stabilire il suo costo a cui aggiungeremo i nostri più il margine che è il nostro guadagno. Il designer avrà le sue royalties e senz’altro il prezzo sarà ottimo perché non ci sono intermediazioni.
Stiamo cercando partner sul territorio per le spedizioni e ne abbiamo già trovato uno a Belluno che ha una percentuale minima di riscontri negativi”.

Tutto sul filo della qualità lungo tutti i passaggi, dunque.
“Vogliamo far fare bella figura al made in Italy. Ci sono persone che vogliono lavorare e hanno pieno diritto a vedersi riconosciuto il valore di quel che fanno. È finito il tempo delle aziende che prendono e basta. Economicamente sostenibile coincide oggi con quel che è eticamente sostenibile”.
Si prende e si dà, in una start up che “guarda al business ma pensa etico”ben chiosano Andrea e Maria Grazia. Ci auguriamo che diventi lo standard, in quel domani che ci vedrà, finalmente, oltre l’ostacolo.

www.formabilio.com
https://www.facebook.com/formabilioitalia

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