Ecologia&Sostenibilità
18 mar 2013Inserito in in: Ecologia&Sostenibilità 0
Sostenibili s’impara.
Guida alle certificazioni Leed e Itaca.
Quanto ne sappiamo di protocolli ambientali e cosa evocano certificazioni, ben altrimenti note all'estero, come Leed e Itaca? Una guida, edita da Anit con il contributo di Politex fa chiarezza e diffonde cultura. Uno strumento agile, utile per costruttori, architetti, amministratori pubblici.

Costruzioni a basso impatto, orizzonte possibile

Anche di strumenti si sente il bisogno, in un momento in cui il cambiamento è di stretta attualità, e starne al passo significa impossessarsi di concetti, valori e idee, da cui lasciare che prenda forma e terreno un nuovo approccio al lavoro, di progettista, architetto, costruttore, imprenditore edile.

Così, volentieri diamo conto di una interessante guida, di tono divulgativo e pratico, alle certificazioni Leed e Itaca, protocolli di certificazione ambientale ancora poco conosciuti – o perseguiti. Promotore dell’operazione è Anit, Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico. Un edificio sostenibile è, del resto, un edificio ben isolato – si sa che gli impianti di riscaldamento sono la prima causa di inquinamento nelle città e la dispersione termica di involucri poco efficienti contribuisce drammaticamente ad aumentare i consumi. E sulla scelta dei materiali la forbice è ampia e l’opzione ecologica può non essere scontata.

Pannelli Ecozero - Freudenberg Politex

Lo rivela, a sorpresa, Laura Tagliabue, responsabile marketing di Freudenberg Politex, sponsor del progetto e co-curatore della pubblicazione – la seconda parte è, in effetti, dedicata a Ecozero, il pannello in poliestere riciclato prodotto da loro. “Il nostro pannello isolante, prodotto con poliestere prodotta riciclato da bottiglie di PET, ha un’impronta ecologica molto bassa rispetto alla maggioranza degli isolanti tradizionali”. Il vantaggio del PET, per l’isolamento acustico e termico, è senz’altro quella di una maggiore durabilità rispetto alle lane minerali, rispetto a cui è però più costoso.

È necessario, perciò, fare informazione e cultura, spiega Tagliabue: “Oggi diciamo tutti di essere green, in Freudenberg Politex lo siamo davvero. Il nostro primo impianto di riciclo risale agli anni novanta, inoltre ormai da oltre 5 anni portiamo avanti concetti come l’analisi del ciclo di vita del prodotto o Lca, finalmente più diffuso tra gli addetti ai lavori. Grazie a questo e alla dichiarazione ambientale di prodotto internazionale certificata EPD possiamo affermare con cognizione di causa che Ecozero è un prodotto ideale per la progettazione sostenibile, quindi conforme ai requisiti Itaca e Leed”.

Il pannello Ecozero - Freudenberg Politex

L’interesse di Freudenberg Politex, che è la più grossa in Europa per il riciclo di bottiglie di PET provenienti dalla raccolta differenziata – con oltre 50mila tonnellate l’anno riciclate in tre stabilimenti, due in Italia e una in Francia – e che, a dispetto del nome che rivela azionisti tedeschi, ha la casa madre in Italia a Novedrate, Como, è, dunque, di fare cultura nella filiera delle costruzioni. “All’interno di Anit si è aperto un tavolo di lavoro e si è pensato a uno strumento per i progettisti, che di sovente faticano a districarsi tra le varie etichette verdi o certificazioni ambientali. Dei due protocolli di sostenibilità, Itaca e Leed, che oggi iniziano a diffondersi, il primo si è imposto, con un buon successo, in Piemonte ma la strada affinché l’adozione di questi criteri diventi uno standard è ancora lunga”.

Leed, i 4 livelli - Fonte: Leed

In due parole, cosa caratterizza i due protocolli e in cosa si differenziano?
“In estrema sintesi, Itaca, pur con differenziazioni regionali rispetto alle prassi costruttive, assegna un punteggio agli edifici in base ai materiali da costruzione impiegati, poiché, da un lato, le caratteristiche intrinseche li fanno più o meno sostenibili e, dall’altro, in base a quel che si sceglie, le prestazioni dell’involucro edilizio variano.
Viceversa, Leed – sistema nato negli Usa e in attesa di validazione qui da noi – definisce una serie di protocolli differenti a seconda del tipo di edificio (scuole, ospedali, abitazioni, edifici commerciali) che guadagnano crediti in base all’adeguamento a criteri costruttivi più o meno stringenti, accorpati in macro-aree, dalla scelta del sito alla riduzione dei consumi all’utilizzo di certi materiali. La rispondenza, anche in questo caso, genera un punteggio di sostenibilità crescente fino ai massimi contrassegnati dall’oro e, infine, in vetta, il platino”.

Leed, le macro-aree - Fonte: Leed

Strumenti, dunque, che impongono di ripensare tutte le fasi del lavoro costruttivo, dall’ubicazione di un edificio, alla progettazione alla realizzazione. Del resto, i vantaggi sono evidenti per tutti gli stakeholder, non è così?
“Certamente. Investire nell’edilizia sostenibile conviene. Oltre che da un punto di vista ecologico, ovvero per garantire una riduzione dell’impatto ambientale – sotto il profilo di consumi energetici, acqua, produzione di rifiuti – poter esibire una certificazione ambientale è garanzia di qualità della costruzione e, dunque, ne aumenta il valore immobiliare, oltre che la qualità della vita di chi ci abiterà. Le imprese, poi, trarranno giovamento da politiche che perseguono qualità e trasparenza del mercato. Da ultimo, l’ente pubblico può far leva sull’aumentata sensibilità pubblica per promuovere azioni di pianificazione territoriale e urbanistica”.
Non resta che richiedere la guida (basta scrivere una e-mail a oppure fare la richiesta attraverso Linkedin) e immergersi nella lettura!


www.freudenbergpolitex.com
www.itaca.org
www.leed.net
http://www.gbcitalia.org/gbc-italia

http://new.usgbc.org/home

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