Materia&Innovazione
11 mar 2013Inserito in in: Materia&Innovazione 0
Tappo riciclato, muro ben coibentato. Artimestieri, la bioedilizia equa e solidale.
Dentro a una cooperativa sociale dove si fa di tutto, bioedilizia, biofalegnameria, biotessuti e dove, da un tappo di sughero, si realizzano prodotti ad altissimo contenuto di innovazione, intonaci e pitture con strabilianti prestazioni isolanti.

Tappi di sughero

Alla cooperativa Artimestieri, una piccola oasi a Boves, sulle colline del cuneese, vanno di corsa. Sarà perché fuggire dalla crisi – che ha abbattuto la sua scure anche su questa micro-impresa che, dal 1989, impiega, come cooperativa sociale di tipo b, persone con disabilità fisiche e psichiche – attualmente quattro – richiede buone gambe. Sarà perché, tra falegnameria, laboratorio di cucito, studio di progettazione, c’è poco da star fermi. Da qualche anno, poi, si è aggiunta anche la bioedilizia..!
Si corre parecchio con il progetto Salva il Tappo, che ha destato il nostro interesse, legato all’iniziativa Tappoachi?, promossa da Rilegno, Consorzio nazionale per la raccolta, recupero e riciclo di imballaggi in legno e sughero, per cui, all’interno di Artimestieri, è attivo l’unico impianto autorizzato in Italia al trattamento dei rifiuti di sughero. Il Ri-sughero è, per l’appunto, quel con cui, concretamente, si scarta a lato – usando un’immagine un po’ logora e tratta da un mondo, quello calcistico, che ci è, del resto, piuttosto alieno – per non farsi prendere.

Sughero ridotto in granuli e pressato

L’idea è semplice: raccogliere tappi e sbriciolare il sughero biondo per ricavarne un isolante naturale da impiegare in bioedilizia per la riqualificazione energetica degli edifici, in tre diverse granulometrie: da inserire nelle intercapedini delle pareti, oppure per l’isolamento dei solai o nei sottofondi dei pavimenti. I vantaggi sono tanti e diversi: il sughero granulare aumenta l’isolamento termico degli edifici migliorandone, dunque, l’efficienza energetica e riducendo i consumi di energia (e, di conseguenza, le emissione di CO2); così come quello acustico. In più, come materiale naturale, è traspirante e non rilascia, anche all’interno delle abitazioni, esalazioni nocive [come avevamo già detto con Elisabetta Tonali: Metroquadrosostenibile. Quando la ristrutturazione urge, l’ecologia entra dalla porta principale.]. D’altra parte, il risughero è ancora più virtuoso, come materiale riciclato che prolunga la vita di un materiale nobile, il sughero, appunto, che ha alti costi ambientali, legati sia all’estrazione che alla filiera produttiva dei manufatti, e di cui, purtroppo, non viene affatto promossa la raccolta.

Creazione di un sottofondo con il risughero

Più avveniristico, poi, è lo scenario che Enzo Princivalle, responsabile di Artimestieri, ha presentato nel corso di un’intervista alla stessa Rilegno: con il Politecnico di Torino, infatti, la cooperativa sta sviluppando due prodotti ad alto contenuto innovativo, l’intonaco termico di sughero e calce intonaco termico di sughero e calce e la pittura termica. Il primo è un’efficace alternativa all’applicazione del solo intonaco che è sprovvisto di proprietà davvero isolanti e che invece si ottengono, sia dal punto di vista termico che acustico, a costo contenuto con l’intonaco termico di sughero. La seconda, realizzata con la polvere fine della macinazione dei tappi, costituisce una novità molto attesa dal mercato: tre mani su una parete fredda – ovvero che disperda il calore, col risultato di far fiorire muffe – innalzano la temperatura superficiale eliminando il fenomeno della condensa e, quindi, della muffa. L’intervento produce, naturalmente, anche un grosso risparmio energetico poiché limita la fuga di calore verso l’esterno.

Isolamento di un sottotetto grazie al risughero

Le prospettive sono incoraggianti per Artimestieri. Chi consegna tappi direttamente riceve 18 centesimi al chilo ma, per grosse quantità, è possibile chiedere che siano ritirati. E sono proprio queste persone, sensibili al valore sociale, etico ed ecologico di un gesto semplice, a costruire la possibilità di un futuro più sostenibile.
In effetti, Artimestieri sviluppa tutto un ventaglio di soluzioni per l’isolamento termico e termoacustico per la casa ecologica, volta a volta utilizzando sughero biondo o bruno combinato o meno con calce naturale, su tetti, pareti, pavimenti, sottotetti, realizza intonaci interni ed esterni di calce o di argilla; pavimenti in parquet listone italiano, inchiodato su un sottofondo predisposto con magatelli in castagno, oppure incollato con colla atossica. Anche la finitura viene fatta con prodotti naturali senza petrolati e solventi tossici. Accanto alla bioedilizia c’è poi il capitolo dell’arredo naturale: qui si producono letti, armadi, cassettiere, librerie, anche su misura, utilizzando legno quanto più possibile locale, e tutto il corredo di materassi in lattice, lana e cotone – tra le proposte anche cotone organico e solidale perché ottenuto attraverso un progetto di cooperazione internazionale – lenzuola, guanciali e trapunte.

Insuflaggio di risughero nelle pareti

Nelle loro stesse parole, insomma, tutto quel che viene prodotto da Artimestieri è artigianale, ovvero fatto a mano; solidale, innanzitutto nei confronti della stessa manodopera impiegata; locale, perché si utilizzano materie prime per quanto possibile a chilometro zero; e, naturalmente (proprio alla lettera), ecologica. L’invito, per chiudere, è evidente: per tutti i vicini, mettete in conto qualche gita a Boves per la consegna dei tappi; e per i più distanti, lo stesso, magari meno frequenti!

www.artimestieri.com
www.tappoachi.it
www.rilegno.org

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