Ecologia&Sostenibilità
18 apr 2013Inserito in in: Ecologia&Sostenibilità 0
Decantazione post eventum.
Fuorisalone, la sostenibilità vista
dagli studenti.
Dal frullatore del Fuorisalone - pessima scelta lessicale, riduttiva e impietosa - la carrellata sui progetti degli studenti dello Ied di Roma. Densi, cosmpoliti, attenti agli aspetti più contemporanei della nostra relazione con gli oggetti, da ripensare, per dotarli di una pluralità di sensi possibili e, così, ritrovarne la sostenibilità.

Badewanne culla trasformabile

Badewanne culla, tappeto gioco e tavolino

Siamo stati anche noi al Fuorisalone. E dico noi non per spocchia, di chi si attribuisce un plurale presuntuoso ma perché – da un po’ di tempo mi piace scivolare nell’autobiografico, forse è fuori luogo – da un anno sono in due. Io sono sempre, e ovunque, me stessa più Margherita, la mia bambina che ha un anno e che è stata un po’ in Lambrate Ventura, un po’ al Good Design di cascina Cuccagna, un po’ dove tutto è iniziato, zona Tortona – eh, sì, neanche un passaggio in Brera, sarà per il 2014.

Divagazioni distratte, ormai non riesco più a concentrare, a concentrarmi.
Ho avuto lo stesso l’ardire di giudicarlo, questo Fuorisalone – un peccato veniale, in quelle conversazioni a bordo aperitivo in cui ci si perdona tutto – pur non avendolo affatto messo a fuoco, di cui non ho visto neppure il venti per cento, a giudicare dai commenti di chi, invece, c’era.
È sempre troppo, io non trattengo che poche informazioni per volta.

Così, quel che davvero mi ha dato il solluchero, è stato visitare i progetti degli studenti dello Ied di Roma alla Fabbrica del Vapore, nella mostra In funzione di molti, organizzata con Laboratorio Dagad (su cui tornerò, più approfonditamente, tra qualche giorno).

Lampada a led Tic Tac

La lampada modulare a led Tic Tac

Con la professoressa Marika Aakesson, una delle coordinatrici del progetto, abbiamo in particolare esaminato i progetti dedicati alla casa. Se quelli progettati per gli spazi museali sono senza dubbio efficaci – suggestivo e cooconing Sofuto, tappeto, portariviste e casco con lettore mp3, tre oggetti provenienti da un lontano futuro dalle forme organiche e, al tempo stesso, modulari come origami, tanto quanto Quarantaquaranta, tavola che diventa pannello che diventa seduta, è pratico e compatto – e tutti le idee legate al tema della gesione dell’emergenza post sisma -complimenti al docente che ha saputo porre un tema così delicato come stimolo progettuale – densi di sensibilità e attenta riflessione – KitQuake, sistema di borse modulari che possono contenere indumenti e suppellettili per l’igiene personale; Cic Ciok, cuscino-contenitore di memorie, con la funzione, psicologica, di ricreare uno spazio privato e di auto-aiuto; Ellisse, kit di arredi in cartone la cui stessa costruzione è concepita come pratica terapeutica – le visioni domestiche hanno la capacità di proiettarsi in spazi in evoluzione, mutanti e, per questo, sono, a tutti gli effetti, intrinsecamente sostenibili.

360 Chair

La seduta e porta oggetti trasformabile 360 Chair

Ecco, dunque, 360 Chair, poltroncina in listelli di legno multistrato capace di trasformarsi a seconda dell’età del suo utilizzatore, diventando da dondolo per bambini a sedia a porta-oggetti, scarpe e borse; Talpaca, tappeto a tasche da riempire con roba morbida (per farne un mobile contenitore destrutturato di, che so, coperte, lenzuola, spugne: l’invito a metterci i vestiti smessi mi suona come una stonatura); l’idea, qualcosa di più e di meno che un progetto, di Landing Book Service, servizio di bookcrossing per chi abitanti di un cohousing (o di un condominio); Tic Tac, elegante lampada a sospensione a led filiforme e modulare così da assumere poetiche forme reticolari irradianti luce dalle estremità; e, soprattutto – ho voluto tenere per ultimo il mio preferito – Rollywood, una sorta di tappeto rigido con scanalature che permettono di sollevarlo de dare forma a sedute e piani di appoggio.
Rollywood pavimento animato

Rollywood il pavimento che diventa mobile

Quando ho visto le progettiste, due post-adolescenti bionde dal piglio (già) grintoso, ho un poco invidiato la freschezza dei vent’anni, esuberante, capace di spiazzare con un’idea che travalica le distanze e le culture, essenzialmente metropolitana e potenzialmente collocabile a Hong Kong come a New York, nel monolocale di qualunque giovane professionista costretto – o deciso – a ottimizzare gli spazi con un pizzico di inventiva…







Per completezza, ecco nomi e autori dei progetti:Talpaca di Mariangela Zasa
Rollywood di Ylenia Borghetti e Carolina Pinto
360 Chair di Nico Esposito
Tic Tac di Nico Esposito
Badewanne di Leonardo Novella
Landing Book Service di Giulia Frattale
Sofuto di Silvia Gemma e Ombretta Valenti
Quarantaquaranta di Alessandro Pignataro, Giorgio Rossi Botticelli e Adriano Starace
KitQuake di Giacomo Dionisi e Marco Martucci
Cic Ciok di Bo Kyung Lee, Asya Pontesilli e Benedicta Savelli
Ellisse di Alessio Casciano, Luca D’Elia e Antonio Francesco Lo Presti


http://www.ied.it/roma/home
http://www.laboratoriodagad.it/

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