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05 apr 2013Inserito in in: Ecodesigner 0
Green in formato Fuorisalone,
so urban chic!
Un'abitazione tutta concepita con materiali naturali e produzioni sostenibili. Dai pavimenti, in bamboo, alle lampade, a led, passando per chicche come la chaise longue riscaldante per la sala relax. Ecco il loft di Casabio, in via Savona 33, per il Fuorisalone.

Iniziamo con una piccola confessione. Da non architetto (anche questa è una rivelazione, in effetti senza interesse) associavo a Gio Ponti – genericamente, senza altri elementi, senza alcuna concretezza, con quella sensazione vaga per cui si associa a suono, a plausibilità, un po’ come a dirsi che, senz’altro, una volta l’avrà pur detta una cosa così, o all’incirca – la frase “Dal cucchiaio alla città”. Stavolta, però, la Rete non ha risolto il mio dubbio se padre del concetto sia Gropius – plausibile: l’aspirazione dell’architetto modernista è quella di declinare la capacità progettuale a tutti i livelli di scala e di complessità – o Ernesto Nathan Rogers – sconosciuto, devo ammetterlo, che l’avrebbe usata a indicare la prassi quotidiana del suo lavoro di architetto milanese, impegnato, senza soluzione di continuità, su progetti di design, architettura d’interni, urbanistica.

Dovrei chiedere a Marco Logrand, architetto lui pure, un passato di designer in particolare in contesti di esposizioni e fiere, che con questa espressione riassume l’aspirazione di Casabio, network di aziende unite dall’adesione ai valori dell’ecologico e sostenibile, rispetto all’offerta da proporre al consumatore. Un gruppo numeroso e variegato, precisa Marco, che marca il territorio ed è presente al prossimo Fuorisalone nello spazio Green Stage in via Savona 33. Abbiamo voluto approfondire.

Bagno Forest


Cosa c’è in via Savona 33?
Diciamo anzitutto che Casabio assume forme differenti a seconda dell’evento che si va ad interpretare, con ciò esprimendo al meglio il contesto in cui si trova. Per il Fuorisalone il taglio è metropolitano e, più che all’eco-sostenibilità, lo sguardo è proprio alla milanesità. Così, prendendo possesso di uno spazio di 200 metri quadrati circa ricavato all’interno di un ex spazio industriale della fine 800 – tipicamente, una campata unica ritmata da colonne e ampie vetrate – non c’è stata discussione: bisognava farci un loft, epitome della vita modaiola del milanese.

Quindi l’allestimento ricrea un’abitazione?
Sì, con un ingresso, una cucina, una sala da pranzo, una camera da letto e una camera dei bimbi, più l’area relax-benessere e il bagno. In più, la vita si prolunga all’esterno in un ampio terrazzo.

Tavolo in osb firmato MarcelloAlberio per La Maison del Mobile

Chi e come interpreta i vari ambienti?
Tante realtà diverse, come detto, che operano a diverse scale dal punto di vista industriale. C’è la grande azienda, tipo Valcucine, senz’altro all’avanguardia tra i big del settore per l’attenzione, sia in fase di scelta dei materiali che produttiva in senso proprio, al contenimento al minimo di emissioni e produzione di rifiuti. Si pensi che l’azienda si fa carico dello smaltimento dei propri prodotti, peraltro interamente realizzati con materiali naturali, rinnovabili e riciclabili, trattandosi di alluminio, legno (proveniente da foreste a gestione controllata) e vetro, facilmente disassemblabili con una tecnologia di smontaggio perfezionata fino al più piccolo dettaglio. E c’è il piccolo artigiano, che gestisce la produzione industriale in chiave quasi casalinga: così, in sala da pranzo abbiamo tavolo e sedie fatte in osb – materiale che nasce pressando insieme gli scarti di lavorazione del legno cui si aggiunge colla vinilica – da La Maison del Mobile. Se, da un lato, Casabio crea luoghi di promozione dove si realizza la coabitazione dei primi con i secondi, la circolazione, all’interno della rete, di saperi e lo scambio di esperienze è un catalizzatore strepitoso.

Conosciamo già i designer che hanno arredato lo spazio bambini [vedi
Flowerssori, mobili per piccoli uomini].

Flowerssori è stata un jolly pescato con un colpo fortunato al Macef. Siamo impazziti per i loro mobili e la loro sensibilità sui temi dell’abitare verde è in perfetta sintonia con la nostra. L’opportunità per loro è di esprimere un prodotto così bello integrandolo in uno spazio, quello di Casabio, che è un sistema di visualizzazione perfetto.

Letto UnodiUno

E la camera dei grandi?
Quella è firmata UnodiUno, marchio nato dalle ceneri di una bella realtà milanese che, all’inizio degli anni Duemila, ha prodotto bel design e poi si è dissolta. Oggi il prodotto coniuga design e materiali democratici – legno da cantiere recuperato, ad esempio, per la libreria – e per la camera si declina in legno bianco e dettagli floreali.

Anche i prezzi sono democratici?
Sì, direi proprio di sì. Hanno, ad esempio, una linea di divani imbottiti che, pur prodotti con materiali naturali e decisamente di bel taglio e stile, è perfettamente in linea con una proposta di medio livello.

Divano d3co

Se non è loro, il salotto di chi è?
Di un giovane designer e imprenditore che, dall’azienda di famiglia, un piccolo laboratorio di tappezzeria, ha scommesso su un gruppo di giovani designer che oggi vengono prodotti da lui con il marchio d3co.
Utilizza piumaggi naturali, fibra di cocco, legni riciclati o bambù per i telai. L’aspirazione, in questo caso, èse è di stare nel mercato, punta, però, a una nicchia.

Concludiamo con il bagno, luogo dove muoiono tutte le tentazioni.
E, per l’appunto, qui abbiamo voluto esagerare: la stanza da bagno come tale è firmata da Forest che, provocatoriamente, gioca con tonalità scure e la riflessione delle superfici metalliche utilizzando lastre di metallo crudo e cristallo brunito. Nell’area benessere, che vira alla meditazione, l’interpretazione è di Bivetec che ha prodotto una chaise longue in cristallo stratificato, fortissimo, che è un corpo scaldante con temperatura regolabile e dotata di funzioni tipo la diffusione di musica all’interno, che produce piacevoli vibrazioni nel vetro.

Chaise Longue Bivetec


Eccitante.
La tecnologia è unica nel suo genere e nasce da uno studio e produzione di finestre che diventano, dunque, dei riscaldatori, e di termo-arredi multiformi per tutte zone di casa.

Pavimento Vanity Bamboo

Cosa resta?
Le superfici, direi, in parte in bambù e il micro-cemento. È un materiale che è stato molto utilizzato nell’ultimo anno, anno e mezzo e, in questo caso, è fatto, intelligentemente, con polveri recuperate e senza additivi chimici che può essere colorato e, essendo traspirabile, viene cristallizzato con un prodotto all’acqua, incolore.

Lampada Sbam Design

Luci?
Tutte a led a basso consumo e disegnate da Sbam Design.

Un giudizio più generale su questo Fuorisalone: come sarà?
Io credo che il Fuorisalone deve continuare a essere quel che è sempre stato, con le sue eccezioni, che sono fuori luogo, tempo e costo, e le sue trasgressioni ma, accanto a questo, il design democratico ed eco-sostenibile merita il suo giusto rispetto per collocazione e comprensibilità. È necessario che anche il Fuorisalone inizi a insegnare qualcosa, che questo nuovo format ci sia e venga riconosciuto da pubblico ei giornalisti.

www.casabioclimatica.it
Partner di Casabio
www.bivetec.com
www.d3co.it
www.flowerssori.it
www.lamaisondelmobile.it
www.sbam-design.it
www.unodiuno.com
www.vanitybamboo.com

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