Materia&Innovazione
22 ott 2013Inserito in in: Materia&Innovazione 0
Soligno, bioedilizia estrema, praticamente rivoluzionaria.
A (ri)fare case in puro legno. Nuove di mille anni. Ci ha pensato - con un brevetto che ha mosso Rubner, colosso del settore - una piccola azienda in provincia di Bolzano. Già premiata, da Klimahouse e da un mercato di cui apprezziamo la crescita.

Albero di cirmolo

Albero di cirmolo

In questa fase della vita sento crescere un sentimento di autentica riconoscenza verso il mondo vegetale – sarà un indizio di senescenza? Gli alberi muovono e commuovono, suscitando un trasporto mai provato. Il legno e quel che in legno è fatto per la casa mi pare da valutarsi sopra ogni altro materiale da costruzione e arredamento. Divento sentimentale in un bosco, mi ritrovo ad abbracciare i tronchi e sentirne il profumo – ricordo qualcosa, forse un vecchio film, in cui una pratica siffatta era bollata come indizio di bizzarria patologica.

Così, le parole di Armin Strickner mi hanno portato proprio lì, sopra Bolzano, tra i boschi verde scuro dell’Alto Adige, dove le case di legno si costruiscono da secoli. E lui, quelle case che hanno un millennio addosso e sono lì a mostrarlo, le ha studiate, in Alto Adige e fuori, salendo verso nord fino in Scandinavia. Per capire come provare a rifarle così. Forti, solide e, soprattutto, senza additivi. Colle, formaldeide, tutto quel che si aggiunge e che, nelle parole di Armin, equivale a impiastricciare la pelle della propria casa, che non respira più.

Insieme con Herbert Niederfriniger, Armin Strickner ha brevettato nel 2005 il sistema Soligno che ha stuzzicato l’interesse persino di Rubner, dell’omonimo gruppo – 1.500 dipendenti in Europa, un colosso dell’edilizia in legno – perché quel che si è creato è da lasciare a bocca aperta. Soligno ha costruito alberghi con legno non trattato neppure con l’impregnante. Possibile se si taglia al momento giusto – in luna calante poiché la linfa è a riposo – e nel modo giusto – ovvero utilizzando solo la parte centrale del tronco, il durame. Non per caso si è meritato, quest’anno, il premio Klimahouse per il sistema costruttivo – ovvero della fiera di riferimento per l’edilizia sostenibile, che, giocando in casa, è nata a Bolzano anche se sta rapidamente figliando con edizioni sparse lungo tutta la penisola.

Soligno - Hotel Waldklause

Soligno – Hotel Waldklause

“Siamo la più piccola delle cellule del gruppo Rubner, soltanto 20 dipendenti, siamo la più giovane e indipendente. E siamo estremisti, ma solo in senso buono, nella bio-edilizia”, continua Armin, che compensa la rigidità del suo italiano dal forte accento tedesco con l’entusiasmo genuino del pioniere che ha aperto la frontiera che tutti aspettavano – prova ne sia il fatto che chi lo conosce vorrebbe esserne socio.

A sentirla raccontare da lui, sembra che la frontiera inesplorata fosse davanti agli occhi, anzi, dietro. È sulla scorta del recupero di antichissime tecnologie che è stato sviluppato un sistema nuovo, e attualissimo. Persino la scelta del legno è stata guidata da quelle fatte, lungo l’arco dei secoli – che sembra, d’un tratto, una misura così prossima – da un esercito di artigiani. Paradossalmente, tanto tempo e tante mani hanno ridotto le opportunità a una manciata di essenze: “Abete rosso, abete bianco, larice e pino cembro ovvero cirmolo”. Capaci di fare la differenza in termini di benessere e salute: “Se si dorme in camera fatta con il cirmolo si abbassa frequenza cuore. Viceversa, le madie erano fatte in cirmolo: ci si conservava il grano perché non fa entrare i batteri. Allora, le nostre pareti, i solai e i tetti sono tutti in abete rosso e cirmolo proveniente da foreste a gestione controllata e certificate PEFC”.

Soligno - Hotel Waldklause

Soligno – Hotel Waldklause

Che età hanno questi alberi? “Non sono piante troppo giovani perché il legno dev’essere maturo”, spiega pazientemente Armin, che, all’improvviso, mi fa venire la domanda su come si gestisca, nel concreto, una foresta controllata. “In sostanza, per foresta a gestione controllata si intende che, in base alla quantità di metri cubi di legno per ettaro, una certa quota percentuale si può abbattere, anche se la cifra è ricavata con una formula, un algoritmo. Garante e censore è l’ente forestale che stabilisce quali alberi vanno tagliati e controlla i tagli effettivi. Sono gli alberi più adulti quelli destinati all’abbattimento con il doppio vantaggio che, se sono migliori per l’edilizia e l’arredamento, possono essere pericolosi in caso di valanghe”.

Soligno - Casa Ulten Südtirol

Soligno – Casa Ulten Südtirol

Inattaccabile, insomma. In ogni fase della produzione. Soligno mi pare il caso del pensiero ben condotto, la buona progettazione fatta a mente sgombra. Quando non si hanno pregiudizi e si lavora onestamente, i vantaggi si moltiplicano in ogni fase della produzione. Buon legno, di cui si utilizza la parte migliore, innovazione tecnologica, nessun additivo. Per ambienti con la migliore coibentazione, la massima salubrità (dato che sono naturalmente antibatterici e antifungini) e un benessere impareggiabile, che “a parole”, Armin ne è convinto, “non si può spiegare”. E, a questo punto, non resta che un viaggio, nei pressi di Bolzano, sulle montagne dove le montagne sono verdi di boschi e le case ne conservano tutto il profumo.

www.soligno.com
www.casayoga.it
www.ioabitobio.it
www.casa

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