Materia&Innovazione
29 ott 2013Inserito in in: Materia&Innovazione 0
A tu per tu con la regina della spugna. Lucia Cattivelli di Terry Life.
L'ambizione è un fuoco. Che brucia chi non ha la freddezza della lungimiranza. Così, la storia di Lucia, tante vite e un solo amore, il cotone, sembra persino un racconto edificante. Con dentro la ricetta del successo.

Terry Life - Spugne ricamate

Terry Life – Spugne ricamate

“Ho fatto il giro del mondo. Sono stata in Brasile, dove l’estensione delle coltivazioni non ha limiti, in Burkina Faso e Mali dove si raccoglie a mano, in Uzbekistan e Turkmenistan dove la tecnologia sta prendendo piede, in Grecia e Turchia dove le qualità stanno via via migliorando in qualità e resa. In Egitto, dove si trova la miglior qualità della fibra di questa pianta perché i semi piantati sono di qualità altissima e le condizioni atmosferiche ideali. Mi è piaciuto comprare il cotone grezzo dai governi dell’ex Unione sovietica, dalle fazendas brasiliane o dai contadini greci. Le vendite si facevano soprattutto alle filature europee, e le trattative si facevano con una stretta di mano.” Lucia ha il mondo in tasca e ai quattro capi del mondo è di casa. Comprava cotone in una vita precedente. Finché il mondo è cambiato, le borse – il cotone è quotato in borsa – lavoravano di più la sera. Gli scambi si erano spostati a est, molto a est. Lucia si è trovata a vendere filato ai bengalesi, cinesi, pachistani e indiani. E allora, ha mollato tutto e si è messa a disegnare spugne. Collezioni per il bagno con un nuovo marchio da sviluppare in una rete in franchising. Terry Life. In Italia, non c’è, in effetti, della buona spugna, con un forte potere asciugante. “Mancava l’offerta di una linea di coordinati in spugna e nido d’ape che desse la possibilità a tutti di avere l’accappatoio, le ciabattine, i teli, tappetini coordinati in un’ottima spugna con ottima assorbenza e morbidezza”, mi spiega Lucia, “D’altra parte, ho capito che il problema era che mancava la domanda: in Italia la vita media di un accappatoio e superiore della vita media di un auto”. Il mercato è diviso tra prodotti carissimi e griffatissimi e il low cost più spinto – e tutti noi sappiamo a quale marchio allude Lucia ma, per una volta, non lo citiamo.
Lucia ha aperto quattro negozi a marchio Terry Life – due a Piacenza, uno a Lodi e uno a Viareggio – con un’impresa femminile che dava lavoro a mamme anche part-time, con una banca ore e tutto il sostegno concreto e umano possibile – l’etica di Lucia è quella della stretta di mano e l’onestà di chi ti guarda negli occhi.
Purtroppo, le mille difficoltà dovute al momento economico e gli scarsi mezzi di aiuto alle imprese femminili hanno fatto sì che Terry Life chiudesse i quattro negozi e l’attività nel 2011.

Terry Life - Biancheria da letto

Terry Life – Biancheria da letto

Chiudere? e allora, chi stai intervistando? domanderete voi. “La regina della spugna”, senza appello! Lucia non ha dubbi. È una donna indomita, che ha fatto in modo di proseguire la sua attività nella biancheria per la casa.
Ha rilanciato il marchio Terry Life aggiungendo la biancheria da Tavola e da Letto. E ha ricominciato a viaggiare per raggiungere clienti esteri e fare biancheria su misura, soprattutto per i mercati emergenti. Ha studiato ancora le fibre tessili per lenzuola e tovaglie, ha fatto corsi nelle tintorie e oggi segue con successo tutti i i clienti attenti all’innovazione e alla salute.
Oggi Terry Life ha un solo show room a Piacenza con alcune dipendenti che confezionano ricamano e creano nuovi articoli tutte le settimane.
Il frutto di cinque anni di lavoro ha costruito un’ottima reputazione e una clientela affezionata, elementi che fanno, forse lentamente ma progressivamente, crescere il marchio.
Perché chi compra oggi pretende il Made in Italy e la qualità, molto più di qualche anno fa.

Terry Life - Spugne

Terry Life – Spugne

Il lavoro di Lucia oggi è un po’ cambiato. O forse, lei è un buon gattopardo. “Compro il cotone dall’Uzbekistan e dalla Grecia, perché un buon filato è frutto di una mischia, bambù dalla Cina – faccio filare la cellulosa che diventa il 40% delle mie spugne in cotone e bambù, splendide – e ho i miei tessitori, che fanno il finissaggio, a Bergamo, i tintori a Bergamo e Busto Arsizio – sono rimaste due tintorie in Italia – e i confezionatori in val Seriana e a Brescia”. Una buona spugna è frutto di una buona mischia di filati, che vanno trattati, aprendo pori e lamelle, perché il tessuto che ne verrà assorba davvero, e del giusto finissaggio, che Lucia vuole sia fatto in Italia. Per poter etichettare come made in Italy i suoi capi. Però, gli italiani hanno perso il giro. “Qui c’è la manodopera più cara al mondo e l’energia più cara del mondo” – e non sono proprio leve competitive.

Terry Life - Spugne

Terry Life – Spugne

Non è rimasto quasi nulla. Di 300mila tonnellate di cotone che si facevano, ci si è ridotti a 30mila. E il mercato è sempre più piccolo. “Si tagliano i consumi e si sforbicia su quel che non si vede, le spugne del bagno prima del cappotto. In più, gli accappatoi in Italia hanno vita media più lunga delle auto. Così, il capitolo di spesa familiare per la biancheria di casa è sospesa”. A tempo indeterminato. “Bisogna catturare i clienti con materie pregiate e con piccoli vantaggi pratici, tipo il sacco piumino che non si stira o la tovaglia che non si lava. In lino, il primo trattato, il secondo resinato”. Non si stanca di innovare, ricercare, sperimentare, Lucia la regina della spugna. E ha da dirci la sua del bio, di cui, naturalmente, le chiedo. “Difficile, impossibile, quasi. Non più di qualche mamma attenta quando ho prodotto la prima linea bio, cotone turco con filato indiano. Un anno e mezzo prima di venderla. Il fatto è che mediamente il cliente vuole il telo bagno intonato alla piastrella e con il bio il meglio è andare sull’ecru perché la tintura naturale non è banale”.

Terry Life - Cesto regalo bimbi

Terry Life – Cesto regalo bimbi

Non c’è solo il colore ad essere problematico nel biologico. Se la produzione è il 5% del totale – “e non c’è troppo cotone bio, in giro, a fronte di numeri così piccoli?” – il biologico dà poche garanzie perché le coltivazioni sono soggette a rischi che un prodotto quotato non può permettersi.
Insidie del cotone. Che fa il giro del mondo tutti i giorni, ed è uno in Egitto, il migliore al mondo, perché ha una fibra più lunga, con cui si fanno camicie sottili, le più pregiate, e un altro in Grecia, un altro ancora in Uzbekistan. Lucia li conosce tutti e sceglie il meglio. I suoi completi letti sono tessuti a 300tc, ovvero thread count – “indica il numero di fili per pollice quadrato”. Sopra i 200, stiamo già parlando di altissima qualità. Se si consideri che i completi letto costano 240 euro, si capisce perché Lucia è la regina della spugna.

www.terrylife.it
www.casayoga.it
www.ioabitobio.it

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