Di nuovo Fuorisalone – ma è l’ultima (forse). Per esplorare una visione della sostenibilità che ha qualcosa a che vedere con il principio di economia e, fuori di filosofia, se non di metafora, fa fare economia anche a chi l’acquista.
W la libreria si rifà il trucco e, a 15 anni dalla prima edizione, in faggio e acero lamellare, che aveva fatto il giro delle fiere più importanti al mondo, torna in una versione in multistrato di bambù. Attuale nelle linee e nella vocazione ‘verde’, più sinuosa nella versione 2.0 ma inalterata nella leggerezza.
Uno sguardo a Ethnicraft, azienda belga cresciuta nell’arco di due decenni scarsi a dimensioni internazionali e leader tra i produttori di arredamento eco-sensibile. Tra gli ultimi pezzi presentati alla parigina Maison et Object apprezziamo, per pulizia di linee, lo sgabello N3.
A colloquio con Benni Ceccarini, architetto e anima progettuale di Arboris Thema, realtà laziale che da vent’anni produce arredamento ecologico in ossequio a criteri rigorosi. Un ripasso in sorvolo su principi e tensioni per tracciare l’identikit del perfetto ecodesigner.
Dalle casse dello stereo alla realizzazione di interi ambienti. Ancora un esempio della duttilità del bambù, attinto dal catalogo delle realizzazioni di Gigi Barba, vulcanico artigiano designer pioniere nell’utilizzo di un materiale pieno di virtù.
Letto a soppalco in multistrato di betulla certificati FSC. La firma è Totem, storico produttore di mobili ecologici. L’arredamento giusto per la casa naturale.
Housefish è una linea di mobili contenitori, creata da Scott Bennet, in legno multistrato certificato FSC e pensati per la casa e l’ufficio. Leggeri, sobri, uniscono funzionalità e eleganza del design. Il contenitore diventa sostenibile.
Una piccola produzione di pezzi di design dal piglio energico, nata come costola di una falegnameria artistica, a Brescia. Sono le credenze, i tavoli e i mobili contenitori di Clab4design di Umberto Dattola e Alessandro Bazzoli. Design umano-compatibile, ovvero sostenibile senza integralismi, per un arredamento naturale e dalla forte personalità.
Un designer appena trentenne, Giorgio Biscaro, con una vasta produzione di oggetti, che coniugano sostenibilità, semplicità e un pizzico di ironia. Multistrato, alluminio e plastiche per una casa che sprizza energia.
Progettare gli spazi interni della casa – pareti, soppalchi, scale ma anche divisori e armadiature – in 12 millimetri. È il sistema Totem Build, interventi su misura in multistrato di betulla per interni che mantengono le stesse caratteristiche di isolamento termico e acustico. Con la possibilità, a differenza dei muri tradizionali, di non intonacare, lasciando il legno al naturale. E magari colorarlo, per una casa dove Mondrian avrebbe vissuto volentieri.
Mobili per bambini che i bambini possono apprezzare. Ergonomici e sostenibili, in legno massiccio con finiture atossiche e anallergiche. La scelta del designer danese Frederic Collette nella collezione Collect Furniture è precisa: offrire gli stessi standard di qualità di un mobile “da grandi”. Semplice, no?
Due giovani designer svizzeri e un progetto di design sostenibile pluripremiato in sedi nternazionali. Lo studio Fries&Zumbuehl persegue con coerenza l’obiettivo, ambizioso, di creare pezzi freschi, funzionali, essenziali, semplici, divertenti, durevoli, auto-referenziali, indipendenti e poetici. Cos’altro aggiungere?
Un sogno eco-poetico, nato 12 anni fa. Lo zoo di legno di Gigi Barba conta squali, ippopotami, lucciole, rane, civette, oche, coccodrilli e tanti altri pezzi di arredamento, in legno naturale e finiture al 100% ecologiche. Gigi Barba, designer artigiano, salentino, ha vissuto e lavorato a Milano, tra il 1984 e il 2001, dove ha perfezionato la tecnica del restauro ligneo e aperto uno studio con un amico restauratore. Prima di tornare nella sua terra, dove continua a creare mobili-animali funzionali e giocosi.
Sedute e piani d’appoggio in ogni variante semantica applicabile alla zona giorno. Passoni Nature, azienda friulana a condizione familiare, ha una vocazione precisa e l’ambizione dell’eccellenza. Purché sia ecosostenibile. Sintesi di una storia lunga tre generazioni la sedia Moraar – che, in friuliano, significa semplicemente “albero”.
Tom Rossau spiega di fare il designer per puro egoismo. Creare oggetti lo elettrizza e più ancora gli piace scoprirne i difetti, sfide poste da quel che non si era considerato e apre a nuove possibilità. Che ogni volta coniugano, con tocco ludico, estetica e sostenibilità.
Uno studio e un’idea di design eco-friendly che si è ramificato dando origine a una piantagione – per avere multistrato di alta qualità -, un premio per giovani designer e un fondo per finanziare progetti verdi. Green Furniture e il suo fondatore, Johan Berhin, sono un’ispirazione per tutti i progettisti in sintonia con i temi della sostenibilità con l’ambizione di creare i classici di domani.
Sotto la guida di Gijs Bakker, olandese co-fondatore del Droog Design e professore alla Design Academy di Eindhoven, 13 giovani designer taiwanesi hanno lavorato insieme a 19 artigiani-artisti, esperti di tecniche secolari, lavorazione del bambù o tessitura, argenteria o arte ceramica, laccatura o scultura della giada. Il risultato è Yii, una collezione sognante e delicata, che rende omaggio alla tradizione e insieme guarda alla modernità.




